300 MILIONI PER LO SVILUPPO DELL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA

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Obiettivo: Rilancio dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana attraverso il suo sviluppo (Progetto Cinecittà).

Missione: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo.

Componente: Turismo e Cultura 4.0

Costo totale dell’investimento € 300.000.000

Qual è l’obiettivo dell’investimento?
L’obiettivo dell’investimento è rafforzare la competitività del settore cinematografico e audiovisivo italiano. Il progetto, contemporaneamente, mira a mitigare l’impatto sociale ed economico della crisi dovuta alla pandemia con l’obiettivo di favorire la crescita economica, l’occupazione e la competitività, anche attraverso azioni sulla formazione dei lavoratori del settore cinematografico.

LA SPESA PREVISTA PER CIASCUN ANNO

Dettagli aggiuntivi

Il settore dell’audiovisivo italiano soffre la competitività del cinema internazionale, nonostante possa annoverare eccellenze riconosciute in tutto il mondo. Le restrizioni imposte dalla pandemia hanno poi inflitto un grave danno. La rinascita del settore cinematografico è progettata quindi su tre linee d’azione:

• Costruzione di nuovi studi e recupero di quelli esistenti, insieme alla realizzazione di nuovi teatri di alto livello con edifici supplementari per un totale di 24 Teatri di posa.

• Investimento innovativo per potenziare le attività di produzione e formazione del Centro Sperimentale per la Cinematografia, compresi nuovi strumenti per la produzione audiovisiva, l’internazionalizzazione e gli scambi culturali. Sarà prevista anche la creazione di un laboratorio fotochimico per la conservazione dei film.

• Attività per lo sviluppo di infrastrutture (live set di produzione virtuale) sia per uso professionale che didattico attraverso l’e-learning. Si rafforzeranno le capacità e le competenze professionali e digitali nell’intero settore audiovisivo, al fine di favorire la trasformazione tecnologica in maniera più performante e continuativa.

Quali sono i benefici?

Il settore audiovisivo potrà beneficiare dell’investimento grazie al:

• Rilancio degli studi cinematografici di Cinecittà per migliorare il livello qualitativo e quantitativo dell’offerta e competere con i grandi concorrenti internazionali

• Potenziamento delle attività della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia dorato di nuove infrastrutture e didattica in e-learning

• Rafforzamento delle competenze professionali nel settore audiovisivo legate alla transizione tecnologica

Il ministro Dario Franceschini ha recentemente ricordato:
“Il progetto di Cinecittà, sta andando avanti molto velocemente”.

Sul progetto, sottolinea, sono stati investiti “300 milioni di euro per sviluppare il Centro sperimentale di cinematografia, migliorare e adeguare gli studios e per allargare, quasi raddoppiare, i nuovi studi con un terreno di Cassa depositi e prestiti. Lo dico senza timore di retorica: siamo in una finestra temporale che offre opportunità straordinarie. Il mercato dell’audiovisivo nel mondo sta crescendo enormemente. Abbiamo intercettato questo momento attraverso uno dei Tax Credit dedicati più forti in Europa”. Ora, prosegue, “l’unione tra attrattività italiana, Tax Credit e ampliamento dei luoghi ci consentirà di cogliere fino in fondo le opportunità del mercato. E sono convinto che il settore dell’audiovisivo sarà trainante nella nostra economia, con tutti i benefici indiretti che può portare”. Quanto a Cinecittà, aggiunge, “ha anche cambiato la governance, è una realtà sul mercato pur rimanendo completamente pubblica e, se è vero che fino a qualche anno fa attraversava difficoltà, oggi abbiamo prenotazioni dalle grandi produzioni internazionali con anni di anticipo”.

E il ministro parla anche della digitalizzazione del patrimonio culturale con 12 sotto investimenti”. Fra questi, “una delle sfide più importanti, per la quale finalmente il ministero ha risorse a disposizione, è la digitalizzazione dell’infinito patrimonio dei 101 archivi di Stato, dell’Archivio centrale, delle biblioteche, degli archivi delle sovrintendenze. Un patrimonio inestimabile”, che comprende anche quello “dell’Istituto Luce“.
“La digitalizzazione di questo patrimonio – prosegue Franceschini – è un’esigenza di conservazione e tutela, ma oggi anche una straordinaria opportunità economica. In passato la conservazione di questi materiali era solo un dovere morale e culturale, oggi c’è una grande attenzione per i dati. Le grandi Fondazioni private americane comprano tutto ciò che sia sul mercato e spesso sono venuti a confrontarsi con le nostre istituzioni, anche magari con problemi di risorse, promettendo una digitalizzazione in cambio dell’utilizzo dei dati o delle opere”.

Grazie ai fondi del PNRR, “unendo questo materiale e digitalizzandolo, con un lavoro che durerà anni, avremo la più enorme banca di dati storici che possa esistere al mondo. Ma discuteremo con questi giganti della digitalizzazione in una posizione di forza e non più di debolezza. È una grandissima opportunità per il nostro paese”.

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