“EVEN THE STARS DIE”: LEONARDO CHIARIGLIONE, IL PADRE DEL FORMATO MPEG RACCONTA LA NASCITA E L’EVOLUZIONE DELLA SUA CREATURA

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La vita di Leonardo Chiariglione somiglia ad un romanzo.

L’ho conosciuto molti anni fa, quando giovane manager commerciale della Philips, mi muovevo tra tecnologie emergenti appena sfornate dai migliori laboratori del mondo.

È allora che per la prima volta in vita mia sentii parlare dello standard M-PEG e dell’ing. Chiariglione che di quel formato era il padre. Ha fondato, insieme a Hiroshi Yasuda, l’MPEG, un gruppo internazionale di esperti che ha prodotto i noti standard audio-video MPEG-1, MPEG-2 e l’MP3, ed altri.

Ecco una sintesi della sua affascinante vita:

Leonardo Chiariglione nasce ad Almese, un paesino nella provincia di Torino il 30 gennaio 1943.

Nel dicembre del 1967 si laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino.

Nel 1968 è in Giappone con una borsa di studio del governo giapponese per ottenere un dottorato di ricerca.

Nel 1971 entra a far parte del CSELT, il centro di ricerca del gruppo STET (ora Telecom Italia) dove è stato Vice President Multimedia quando ha lasciato l’azienda il 4 luglio 2003.

Nel 1973, a settembre, ottiene il Ph. D. degree in Comunicazione Elettrica presso l’Università di Tokyo, Giappone.

Nel novembre del 1986 istituisce l’International Workshop on HDTV, un evento internazionale per promuovere le tecnologie HDTV al di là degli interessi specifici del settore.

Nel giugno 1987 istituisce il Workshop Internazionale sulla Codifica a 64 kbit/s di Video in Movimento per promuovere l’adozione di tecnologie di codifica video a basso bitrate per le reti digitali emergenti.

Agli inizi del 1988 lancia il comitato per gli standard dell’ISO/IEC Moving Pictures Experts Group (MPEG).

Nel 1989 fonda Image Communication, una rivista EURASIP per lo sviluppo della teoria e della pratica della comunicazione per immagini.

1994, lancia il Digital Audio-Visual Council (DAVIC) per sviluppare specifiche concordate a livello internazionale di interfacce e protocolli aperti per la fornitura di media digitali.

1996, lancia la Foundation for Intelligent Physical Agents (FIPA) per sviluppare specifiche concordate a livello internazionale di tecnologie di agenti generici utilizzabili in un gran numero di applicazioni.

Nel marzo 1998 lancia la Open Platform Initiative for Multimedia Access (OPIMA) per sviluppare specifiche concordate a livello internazionale che consentano l’accesso aperto ai contenuti protetti.

Nel 1999 viene nominato Direttore Esecutivo della Secure Digital Music Initiative (SDMI) per lo sviluppo di specifiche per la distribuzione sicura della musica digitale.

Nel 2003 lancia il Digital Media Manifesto, un gruppo internazionale di esperti riuniti dall’Ing. Chiariglione.

A dicembre del 2003 nasce a Ginevra il Digital Media Project come organizzazione no-profit con il compito di implementare la visione del Digital Media Manifesto.

A gennaio 2004 fonda CEDEO.net, una società che fornisce consulenza alle principali aziende internazionali su questioni strategiche, tecnologiche e di mercato relative ai media digitali, fornendo soluzioni avanzate per i media digitali e mirando alla creazione di startup nelle aree servite dagli asset tecnologici dell’azienda.

2005. Nasce Digital Media in Italia come gruppo interdisciplinare, aperto e senza fini di lucro con l’obiettivo di definire aree di azione che consentano all’Italia di acquisire un ruolo primario nello sfruttamento del fenomeno dei media digitali

2011 Viene costituita a Torino WimLabs Srl per favorire l’incontro tra domanda, offerta e distribuzione di contenuti e servizi multimediali sul Web

2020 La codifica di immagini in movimento, audio e dati da parte dell’intelligenza artificiale – MPAI – viene fondata a Ginevra come associazione internazionale, senza scopo di lucro e non affiliata con la missione di sviluppare standard di codifica dei dati che sfruttino le tecnologie di intelligenza artificiale

Alcune delle pietre miliari della tecnologia a cui l’Ing. Chiariglione ha dato vita:
Simulatore video basato su RAM (1975)
Sistema di trasmissione di immagini fisse basato su DCT (1979)
Codec per videoconferenza H.120 (1982)
Unità per videoconferenza multipunto H.120 (1985)
Raccomandazioni ITU-R Interfacce 601 e 656 (1986)
Videotelefono ISDN di base (1988)
Codec per sistemi video-audio MPEG-1 (1991)
Codec per sistemi video-audio MPEG-2 (1994)
Sistema DAVIC 1.0 su ATM e IP (1996)
Piattaforma per servizi MPEG-4 (1998).

Progetti:
IVICO, un progetto RACE che studia codec video integrati economici
COMIS un progetto ESPRIT a sostegno dello sviluppo dello standard MPEG-1
EU625 – VADIS un progetto EUREKA volto a sviluppare una tecnologia hardware e software europea per lo standard MPEG-2.
e ha partecipato a numerosi altri progetti.


Una delle più recenti fatiche dell’ing. Chiariglione è la pubblicazione del libro
“Even the stars die: The history of MPEG and how it made digital media happen”
edito da Amazon.

In merito al suo libro, l’ing. Chiariglione afferma:
“La data di pubblicazione non è svincolata dal contenuto del libro: il 2 giugno 2020 si sono conclusi forzatamente 32 anni di gloriosa storia MPEG. Il libro intende lasciare un’autorevole narrazione non di quei 32 anni, le cui attività per la maggior parte sono raccontate da “Riding the media bits”, ma una sintetica storia della comunicazione e di come MPEG abbia cambiato la natura della comunicazione con il suo approccio alla standardizzazione, la più interessanti aree di standardizzazione sviluppate da MPEG, le caratteristiche uniche del gruppo e come le ottuse politiche di ISO hanno impedito la rigenerazione del modello di business MPEG.
Nonostante la morte di MPEG, il libro ha un lieto fine perché racconta come la codifica di immagini in movimento, audio e dati da parte dell’intelligenza artificiale abbia preso il testimone da MPEG estendendo l’ambito all’area generale della codifica dei dati. È interessante notare che MPAI definisce la codifica dei dati come la trasformazione dei dati da una data rappresentazione a una equivalente più adatta a una specifica applicazione. Esempi sono la compressione e l’estrazione semantica. Questa definizione consente a MPAI di sfruttare appieno il potenziale dell’Intelligenza Artificiale”.

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