QUANDO IL VIRTUALE È PIÙ VERO DEL REALE

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Il “Virtual Set” è l’ultima frontiera artistica e tecnologica del cinema e della televisione. Negli studi della ON AIR l’abbiamo visto all’opera e parlato con i protagonisti di questa affascinante tecnologia.

Circa venti anni fa, durante una conferenza tenuta a Cinecittà ebbi modo di parlare con Pasquale Squitieri, il noto regista de “Il prefetto di ferro “ e “Corleone”. Si ragionava sul futuro del cinema alla luce delle nuove tecnologie. Ricordo perfettamente le sue parole:

“Verrà il giorno in cui i personaggi al cinema saranno per lo più sintetici, creati al computer. E al computer saranno create scene che oggi sono inimmaginabili.”

Aveva ragione. Oggi grazie alla tecnologia è possibile creare personaggi e mondi virtuali che si muovono in modo naturale e che possono interagire con personaggi reali.

Questo è il “Fantastico” e allo stesso tempo “Reale” mondo del virtual set.

Abbiamo avuto l’occasione di essere presenti sul set del programma televisivo “Zero” prodotto negli studi della società ON AIR e diretto da Elia Castangia. Zero è stato realizzato intorno alla tecnologia di virtual set fornita da Video Progetti che ha colto l’occasione per invitare circa un centinaio di Aziende ad una sorta di Show dal vivo per presentare le caratteristiche tecniche e funzionali della nuova installazione.

Alessandro Betti e Paolo Labati sul set di Zero, il programma comico andato in onda su Rai 2

Ecco le voci di alcuni protagonisti:

FRANCESCO STRUZZI DIRETTORE COMMERCIALE VIDEO PROGETTI

Francesco com’è iniziata l’avventura per realizzare questo evento in ON AIR in un momento tra l’altro particolare?

Si, è un momento sicuramente molto particolare dopo due anni di pandemia in cui non è stato possibile organizzare eventi come questo.

È stata un’occasione per rivedere tanti amici e tanti clienti di Video Progetti.

Abbiamo avuto una presenza in due giorni di oltre 100 clienti che sono intervenuti negli studi di ON AIR per assistere a qualcosa di veramente innovativo: l’introduzione delle tecnologie ICT in un contesto broadcast e non solo, perché questa soluzione offre opportunità utilizzabili da tutti coloro che vogliono creare contenuti di grande qualità impiegando le tecnologie virtuali con tutte le loro potenzialità creative.

Voi di Video Progetti siete system integrator e dealer di importanti marchi che operano nel settore broadcast. Il risultato che avete ottenuto in questa installazione però, va oltre la system integration. Qui non basta installare un black box, occorre fornire un particolare supporto al cliente. Cosa avete fatto per arrivare al punto di qualificarvi per questo tipo di tecnologia?

Questo è un punto molto importante. Qui siamo davanti a un risultato finale che deriva dall’utilizzo di numerosissime tecnologie. Abbiamo dovuto mettere insieme Ledwall, telecamere, speciali sensori montati sulle telecamere, abbiamo dei potenti strumenti software come Unreal, altri tools come ad esempio disguise che offre strumenti software per la progettazione, visualizzazione e realizzazione di show e anche soluzioni hardware per la loro esecuzione.

Video Progetti non si limita a proporre il box ma affianca il cliente perché possa padroneggiare la tecnologia in tutti gli aspetti che gli consentiranno di trarre il massimo e quindi un profittevole ritorno dei suoi investimenti.

Questo è un mondo nuovo, per questo come Video Progetti, abbiamo fatto un lungo studio e un percorso di analisi che ci ha permesso di selezionare le migliori tecnologie sul mercato e acquisire il know how necessario per padroneggiarle.

Abbiamo per questo creato un team dedicato di specialisti con competenze orizzontali sulle varie tecnologie. Dato che era impossibile trovare una risorsa con tutte le competenze da integrare, abbiamo messo a punto un team di tre persone a forte vocazione tecnica più una persona che si occupa del business development che ricopre un ruolo commerciale e si affianca al cliente per trovare le migliori soluzioni per le sue esigenze.

Francesco Struzzi Direttore Commerciale Video Progetti

Altre particolari strategie per andare sul mercato con questo tipo di soluzione?

È un mercato molto ampio quindi non è solamente il mercato broadcast, tradizionale focus di Video Progetti. Queste soluzioni possono essere adottate su tanti diversi mercati e abbiamo scelto un prodotto che ci aiuta proprio ad approcciare tutti questi diversi

mercati con un’unica soluzione. Parlo di disguise che può essere utilizzato nel mercato del live event, nel mercato broadcast, nella post produzione, in pubblicità e in cinematografia.

SIMONE NOBILI BUSINESS DEVELOPMENT VIDEO PROGETTI

Simone, per quali ragioni oggi le Aziende di produzione e non solo, dovrebbero investire nelle tecnologie di Virtual Production?

Le tecnologie di Virtual Production offrono innegabilmente efficienze tecniche e strategiche. A questo si aggiungono anche numerosi vantaggi in termini di risparmio sui costi e azzeramento delle fasi tra pre-produzione e post-produzione.

Quali sono i vantaggi del Virtual Production rispetto alla produzione tradizionale?

I vantaggi maggiori si possono riassumere in 7 punti chiave:

  • Visualizzazione in tempo reale del prodotto finito (girato).
  • Razionalizzazione e riduzione dei costi (sia quelli relativi allo staff e al cast sul set, gli spostamenti, etc.) sia quelli relativi alle fasi di post-produzione.
  • I Talent/Attori si trovano immersi in un ambiente reale e possono interagire con esso (a differenza delle performance che vengono eseguite con i green back).
  • Luce ambiente naturale: grazie alla tecnologia sempre più sofisticata dei Ledwall è possibile ricreare le ombre e le giuste condizioni di luce per la scena da girare.
  • Libertà creativa pressoché infinita e possibilità di cambiamenti in tempo reale.
  • Controllo della scena totale, grazie al motore grafico è possibile ridefinire le ambientazioni, spostare alberi, montagne o palazzi a proprio piacimento.
  • Nel caso di produzione non immersiva è possibile integrare il Set Virtuale con elementi di realtà estesa e aumentare lo spazio fisico del set (set-extension).

Quali soluzioni la tua Azienda propone al mercato e quali sono i vantaggi rispetto alla concorrenza?

Video Progetti propone, tra i tanti, i seguenti prodotti che consideriamo il top delle tecnologie offerta dal mercato:

  • LED WALL: Unilumin
  • Virtual Production System: disguise
  • Tracking System: Ncam

Oltre al cinema e alla TV di intrattenimento, ci sono altri segmenti produttivi che potrebbe trarre beneficio dalla produzione virtuale?

Certamente. La virtual production può essere utilizzata anche negli eventi dal vivo (Concerti, Show, Sfilate) così come per eventi Corporate (illustrazione progetti o prodotti tramite realtà aumentata) e infine anche integrata per le installazioni su grandi superfici (esempio Opera House di Sidney o Burj Khalifa di Dubai).

Sul set del programma che ha utilizzato le tecnologie messe a disposizione da Video Progetti e ON AIR, abbiamo incontrato il regista di Zero. Abbiamo colto l’occasione, per capire meglio dal punto di vista anche artistico l’utilizzo del Virtual Set e qual è stato l’impatto delle nuove tecnologie su un programma comico.

ELIA CASTANGIA REGISTA DEL PROGRAMMA ZERO

Elia, qual è il tuo rapporto con la tecnologia?

Sono un entusiasta della tecnologia. Essendo il mio un mestiere ad ampio respiro, mi occupo di pubblicità, di fiction, di televisione, ogni innovazione tecnologica per me è uno strumento in più. Quindi studiare e imparare nuovi strumenti tecnologici, amplia le mie possibilità creative.

Come l’utilizzo del virtual set ha stimolato la tua creatività?

Stavamo cercando un modo un po’ originale di fare comicità. Con Niki Petrucci abbiamo esplorato la possibilità di utilizzare disguise e per capirne le potenzialità siamo andati a Londra per incontrare i tecnici e approfondire l’argomento. Siamo rimasti molto impressionati dalla tecnologia. Avere la possibilità del Set Extension e del Tracking delle telecamere, ci sembrava proprio la soluzione per raggiungere gli obbiettivi che avevamo immaginato nella realizzazione del nostro programma. Diciamo che la parte virtuale è diventata una porzione del programma e lo abbiamo sfruttato per ampliare anche l’area di ripresa e il respiro che permetteva un’ambiente esteso. Il set virtuale è diventato esso stesso un personaggio che partecipa al programma.

Quali sono le valenze e le potenzialità degli strumenti che hai utilizzato in questo programma? Pensi di utilizzarlo ancora in futuro e se sì in che modo?

Certamente lo utilizzerò ancora in futuro. Anzi, mi sono ripromesso di non girare mai più un “camera car” reale. Il set virtuale è di una comodità incomparabile. Se giri un “camera car” in un ambiente classico porti a casa, se tutto va bene, tre minuti al giorno. In un ambiente virtuale ti puoi studiare ogni dettaglio con tutto comodo e in un ambiente confortevole. Questa esperienza con Zero ha dimostrato la validità dell’utilizzo del set virtuale. Poi se parliamo di pubblicità o di fiction, sono ancora più convinto dell’utilità di queste tecnologie. Lavorandoci e prendendo confidenza con gli strumenti che impareremo sempre meglio ad usare, potremo raggiungere dei risultati oggi neanche prevedibili.

Elia Castangia autore e regista del programma Zero

Per un autore o un creativo che opera nel mondo cinematografico e televisivo, pensi sia importate che abbia una preparazione tecnica o ritieni che la conoscenza tecnologica sia ininfluente?

È indispensabile conoscere gli strumenti che la tecnologia ti mette a disposizione. Fortunatamente la tecnologia mi piace e mi affascina. Sono convinto che oggi la tecnologia e la creatività siano due cose che vanno totalmente insieme. Quindi, se sei aggiornato tecnologicamente puoi scoprire nuove potenzialità o puoi addirittura inventare nuovi utilizzi degli strumenti di cui disponi.

Come ti sei trovato con il workflow di queste nuove tecnologie? Hai trovato delle asperità impreviste? Desidereresti avere a disposizione una tecnologia più semplice nell’uso?

Senza dubbio ho dovuto imparare ad utilizzare questo mezzo. Solo a titolo di esempio il set extension ha richiesto da parte mia uno sforzo astrattivo per capire che quello che vedevo fisicamente sul set di fronte a me era solo una porzione del set che poi era disponibile per la scena. Avevo disponibile non un piccolo palco ma un intero universo dove potevo muovere gli attori. Comunque la produzione è filata liscia senza intoppi, gli strumenti non mi sono sembrati complessi da usare. Sono anche certo che col tempo le macchine diventeranno sempre più potenti e capaci di processare un numero ancora maggiore di informazioni e questo aumenterà le possibilità creative che avremo a disposizione.

Come è stato lavorare nella struttura e con l’organizzazione di ON AIR?

Sono anni che lavoro con i ragazzi di ON AIR. Hanno una professionalità indiscutibile. Inoltre avevo costantemente la conferma che Niki Petrucci è un vero genio. Al di là dell’entusiasmo che ci contagiava, ha dimostrato di essere un problem solver di straordinaria capacità. Solo a titolo di esempio, all’inizia della produzione non avevamo pensato all’utilizzo dei tally per le telecamere. Poi girando, con Alessandro Betti, ci siamo resi conto che i tally sarebbero stati comodi. Ne ho parlato con Niki che immediatamente ha sviluppato, con la stampante 3D, i gusci e con una basetta Arduino ha realizzato, nel giro di 24 ore i tally per le camere dello studio. Cosa si può desiderare di più in termini di spirito collaborativo?

NIKI PETRUCCI DIRETTORE OPERATIVO E TECNICO DI ON AIR

Tu hai avuto modo di utilizzare questa tecnologia quindi puoi darci le tue impressioni globali su tutto il sistema, sulla sua effettiva utilità e praticità operativa?

La mia impressione è che questo è il futuro. Il sistema è in grado di sostituire il green back, permette una praticità di utilizzo e una rapidità di implementazione migliore rispetto ai vecchi sistemi. Consente addirittura di avere un’illuminazione coerente sui soggetti in scena e permette delle tempistiche dalla fase di pre-produzione all’effettivo programma pronto che sono molto rapide. Si può uscire addirittura con una prova già buona o andare in diretta.

Cosa avete prodotto esattamente con disguise?

Abbiamo prodotto quattro puntate di uno show comico che si chiama Zero, che va in onda su Rai 2 della durata di un’ora ciascuna. Questo programma si svolge in uno studio fantascientifico nel quale il conduttore si collega con altri personaggi anche loro inseriti in in altri mondi virtuali fatti in Unreal e tutto questo avviene in tempo reale.

Con quante camere avete lavorato e quali sono stati i vantaggi nell’utilizzare il virtual set?

Abbiamo lavorato con 5 camere. 4 sul set e una che riprendeva gli inviati.

I vantaggi sono stati che potevamo fare gli stacchi live e quindi generare direttamente un program, con gli stacchi, i movimenti di camera, gli zoom. Tutto perfettamente sincronizzato, tutto assolutamente in real time.

Niki PETRUCCI Direttore Operativo e Tecnico di On Air

Avete lavorato solo sul set, in studio o avete dovuto integrare della grafica?

Abbiamo lavorato soltanto sul set, la grafica è tutta inclusa nel program e quindi era già disponibile sul Ledwall o nel foreground. Addirittura anche la sigla che rappresenta un volo su questa città fantastica e che poi entra in studio, l’abbiamo fatta in tempo reale.

Cosa ti ha entusiasmato di più di tutto questo sistema durante il workflow di questa produzione

La cosa più entusiasmante del sistema sono i tempi di produzione e la possibilità di vedere in tempo reale quello che sta succedendo. Questo vale per l’attore che è in scena, per il direttore della fotografia e per tutto il personale artistico che riesce ad immergersi in questo mondo non solo di fantasia ma che diventa reale e tangibile.

Tra gli ospiti invitati da Video Progetti alla dimostrazione del sistema di Virtual Set, abbiamo incontrato operatori del settore interessati alle potenzialità del sistema.

LUCA ARTONI RESPONSABILE CREATIVITY MEDIA FACTORY PUBLITALIA 80

Oggi ha visto la presentazione di disguise da parte di Video Progetti qui in ON AIR, qual è la caratteristica che più di altre l’ha impressionata?

Sicuramente la qualità, che è la cosa fondamentale in ogni produzione perché al di là di

quello che può essere il risparmio economico, il risparmio in termini di tempo, quindi di ricerca di location, di ricerca di situazione da condividere col cliente, beh se tutto questo è comunque di qualità ovviamente ci aiuta tanto nel nostro mestiere nel proporre ai clienti

diverse soluzioni relative a quelli che sono gli obiettivi della comunicazione.

Quale pensa che sia l’applicazione più utile che questo tipo di tecnologia può realizzare?

Noi stiamo proponendo al mercato diversi formati di comunicazione relativi a tutti i mezzi che abbiamo a disposizione quindi dal “digital out of home” a quelli che possono essere dei post sui social network, poi ovviamente abbiamo sempre come business principale la televisione quindi tutti i formati televisivi.

Proprio per la televisione, ho visto dalla dimostrazione, che ci sono soluzioni di qualità che ci aiutano nel nostro mestiere, come dicevo, in termini di tempi e in termini economici.

Luca Artoni Responsabile Creativity Media Factory Publitalia 80

Un sistema del genere aiuta o uccide la creatività?

Assolutamente l’aiuta perché mi posso sbizzarrire nel creare situazioni e ambienti tali da poter ospitare poi personaggi, testimonial e attori che interagiscono con questi ambienti.

Anche perché probabilmente per motivi di budget in alcuni casi alcune produzioni non sarebbero neanche realizzabili.

Certo, è vero, anche se non bisogna mai esagerare nello “stupire con gli effetti speciali” come diceva una vecchia campagna pubblicitaria. Secondo me bisogna emozionare attraverso un racconto, attraverso una storia, attraverso quelli che sono contenuti concreti che in questo modo riusciamo a trasferire al mercato e ai consumatori in modo onesto.

A conclusione delle due giornate trascorse negli studi di ON AIR e a contatto con una produzione reale e di tanti protagonisti della più affascinante delle tecnologie, concordiamo con le visioni degli ospiti incontrati. Tra i vari meriti che la tecnologia del virtual set può vantare, al di la delle economicità che può realizzare e degli stimoli creativi messi a disposizione degli autori, certamente uno dei più rimarchevoli vantaggi è la capacità immersiva in un ambiente reale creato anche in modo virtuale ma che agli occhi di chi guarda assume la veste di una realtà “vera”. Finalmente il set cancella i suoi limiti fisici e si apre ad uno spazio pressoché infinito come infinite solo le possibilità di questa nuova ed affasciante tecnologia.

Il set del programma Zero durante le prove

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