UNA GRANDE SQUADRA PER UN GRANDE MONDIALE: UNO SGUARDO DIETRO LE QUINTE RAI

In occasione della recente Coppa del Mondo di calcio, la Rai ha dimostrato, semmai ce ne fosse stato bisogno, la sua elevatissima professionalità portando nelle nostre case immagini di alta qualità in 4K HDR (High dynamic range) che hanno permesso agli utenti che possiedono un televisore di ultima generazione di godere di uno spettacolo mai visto prima.

L’occasione ci ha permesso di avere anche un assaggio della qualità tecnica del personale impiegato e dell’alta preparazione che i tecnici Rai possono vantare.

Abbiamo avuto la possibilità di parlare con Daniele Gotti, Rai Project Manager che ha seguito tutta l’installazione della tecnologia che Rai ha portato a Doha e gli abbiamo chiesto cosa c’è stato dietro l’enorme lavoro compiuto dalla Rai nell’organizzare e produrre le immagini relative a 64 partite e alle centinaia di ore di programmi di approfondimento e news che la manifestazione del Qatar ha generato.

DP: Daniele, quante unità del personale tecnico Rai sono state presenti a Doha?

Daniele Gotti: A Doha eravamo circa 60 persone, tra queste c’erano due direttori, Marco Spoletini e Giampaolo Salomone. C’erano poi due assistenti alla regia. Facevano parte del gruppo tecnico otto persone dell’ RVM, due per EVS XT-Via e il servizio BLT Teca per ricerche di contenuti. Le persone provenivano dai centri di produzione di Milano, Roma e Torino.
Era presente anche Radio Rai con circa venticinque persone.
C’erano sette montatori e sei operatori che si occupavano delle riprese negli studi. Altri due operatori erano incaricati di effettuare riprese con apparati leggeri.

DP: Che tipo di apparati?

Daniele Gotti: Erano equipaggiati con due telecamere Sony e due zainetti della Aviwest Pro380, che come sai è stata acquistata dalla Haivision. Queste due unità si occupavano di effettuare riprese per Doha e negli stadi durante le fasi di Pre-partita.

DP: Quali infrastrutture avete allestito per i vostri programmi?

Daniele Gotti: Visto che l’Italia non si è qualificata per questo mondiale, non avevamo avuto bisogno di grandi né di numerose infrastrutture. Non abbiamo avuto bisogno neanche di inserire negli stadi nostre camere per le riprese personalizzate durante le partite dell’Italia.
I rack erano stati pre-assemblati a Milano che storicamente è la sede dell’allestimento tecnico di questi importanti eventi, come le Olimpiadi, i mondiali di Sci, mentre l’area del montaggio è stata assemblata direttamente qui a Doha. I sistemi sono customizzati, realizzati secondo nostre specifiche e soddisfano le nostre esigenze di produzione.
Avevamo uno studio al Suk (Souq Waqif è un mercato a Doha), che all’incirca era grande otto metri per sei, dove c’erano tre camere Grass Valley, di queste una su un dolly.
Questo studio era arricchito con scenografie virtuali di realtà aumentata gestita da apparati For-A. Nello studio c’erano due finestre, una virtuale, mentre l’altra dava proprio sulla piazza dove si svolge il Suk. C’era poi una camera installata su una piattaforma che riprendeva suggestive immagini della città di Doha. Questo studio era distante circa venti chilometri dall’IBC (International Broadcast Centre) che era collocato nel quartiere della Fiera di Doha. All’interno dell’IBC c’era un ulteriore studio con una telecamera sola, sempre Grass Valley con una postazione stand-up.
Quindi in totale, la Rai ha utilizzato cinque camere da studio. In più, avevamo una postazione di commento in tutti gli stadi.
La Rai ha realizzato due sale controllo all’interno dell’IBC in un’area di circa 500 metri quadrati.
Le due regie erano indispensabili perché alcune partite erano giocate in contemporaneità in due stadi.
Per evitare inconvenienti, abbiamo installato anche due sistemi UPS da 20kW.

DP: Com’era composta la sezione editing?

Daniele Gotti: La parte di montaggio si basava su Edius. C’erano cinque sale di montaggio più una postazione di riserva.

DP: Non avevate anche Avid?

Daniele Gotti: Le postazioni Avid erano occupate per altre produzioni. Comunque, la scelta di Edius si è rivelata ottimale. È una soluzione leggera, anche più economica che funziona con una NAS della Q-NAP con una memoria piuttosto importante alla quale accedevano le cinque macchine che si occupavano della post produzione. Questa soluzione era stata customizzata dal nostro laboratorio di Roma che l’ha resa abile a permettere il montaggio durante la registrazione dei contributi, Vale a dire, non era necessario che il file fosse chiuso ma mentre veniva registrato il montatore poteva lavorare. Questo accelerava i tempi di lavorazione e faceva risparmiare molto tempo. Avevamo comunque una stazione Avid che un nostro collega utilizzava per realizzare le copertine e alcuni montaggi particolarmente complessi. Il software di ingestion era basato su Metus.

DP: Quali apparati avete scelto per le due Regie?

Daniele Gotti: Il mixer video scelto era il Kahuna della Grass Valley con superficie Maverik. Questi apparati ci hanno permesso di aggiungere una grafica personalizzata come la sigla delle squadre in campo e il cronografo. Abbiamo preferito utilizzare la nostra grafica perché quella provveduta dal gestore dei contenuti conteneva degli errori grossolani, come ad esempio: la squadra deli Stati Uniti era stata indicata non come USA ma come SUA, facendo la traduzione letterale Stati Uniti D’America. Così siamo stati più tranquilli e inoltre abbiamo risparmiato economicamente non utilizzando servizi di terzi.
Tutti i collegamenti erano basati su un sistema di matrice Riedel che ci ha permesso di realizzare un’infrastruttura di distribuzione molto flessibile e di grande affidabilità. Riedel ha una filosofia distribuita che non concentra tutto il sistema in un unico apparato. Nello specifico gli apparati Riedel che abbiamo utilizzato sono stai i MediorNet MicroN e MetroN.
Tutte le apparecchiature erano gestite da un’applicazione Lawo con software VSM, che si occupava dei trasporti, degli smistamenti e del flusso di trasmissione.

I banchi audio erano Aurus, della Stagetec. Avevamo dei server EVS XT-VIA. Inoltre abbiamo utilizzato la Bartelletti Teca che è ormai un prodotto che la Rai ha customizzato nel corso degli anni. Grazie alla cooperazione con BLT oggi disponiamo di un potente sistema di archivio con tutte le informazioni relative agli atleti e agli eventi sportivi, recuperabili in pochi istanti. Sia immagini che videoclip.

Mentre tutti gli Highlight erano gestiti dal server EVS.

Tutta l’infrastruttura interna Rai era distribuita su fibra mentre, stranamente, i segnali forniti da Host Broadcast Services (HBS), il braccio tecnico della FIFA, erano tutti su BNC. Sia quelli in HD che quelli in 4K 12G.

DP: Com’era organizzato il palinsesto della giornata?

Daniele Gotti: Durante la giornata gli impegni erano molti. Iniziava alle 11:00 ora italiana con il telegiornale sportivo che comprendeva collegamenti effettuati per la trasmissione mattutina di Rai Unomattina. Utilizzavamo gli zainetti con le troupes leggere.
Provvedevamo al materiale necessario a Rai Sport e producevamo una trasmissione quotidiana di 30 minuti dedicata alla manifestazione con collegamenti per Rai News.
Nei primi giorni trasmettevamo quattro partite al giorno (alle 13:00, 16:00, 19:00 e 22:00).
Al termine dell’ultima partita c’era il collegamento con Il Circolo dei mondiali trasmesso da Milano. Poi nella fase finale della manifestazione venivano trasmesse partite anche in contemporanea.

DP: Avete avuto collisione di programmazione

Daniele Gotti: Si, nei servizi che mandavamo in onda per Rai News, quelli delle 12:30 e quelli delle 19:30, collidevamo con i servizi del post partita. Ma è sempre filato tutto liscio.

DP: Gli apparati sono stati installati tutti su Flight Case?

Daniele Gotti: Si, abbiamo utilizzato delle attrezzature ormai collaudate, compresi dei tavoli attrezzati sui quali installiamo le unità rack, comprensive di interfonici.

DP: Che tipo di interfonico avete utilizzato?

Daniele Gotti: Abbiamo usato un efficiente sistema della Clear-Comm sia qui a Doha che a Roma.

DP: Quindi, in sintesi, quali segnali inviavate a Roma?

Daniele Gotti: Abbiamo Inviato i segnali delle partite, del program, con l’aggiunta di segnali selezionati come ad esempio la camera definita tactical. Nel pacchetto fornito da HBS, basato su server AVS, ci veniva fornito il servizio FIFA-Max, una libreria di immagini di enormi dimensioni con filmati di repertorio su Doha, sugli stadi e molti altri contributi di alta qualità. Era un servizio che noi pagavamo ma era un patrimonio messo a disposizione di tutti e questo evitava che nel Qatar ci fossero decine o centinaia di troupes che girano per acquisire filmati per utilizzarli nei programmi. Questo facilitava anche l’ordine pubblico oltre a risparmiare lavoro alle emittenti presenti. A questo server, a questa libreria, avevamo accesso sia localmente che da remoto, in particolare da Milano che produceva il programma “Il circolo dei Mondiali”.

DP: Come concludiamo questa intervista?

Daniele Gotti: Per me e i miei colleghi è stata un’esperienza molto bella. Siamo stati molto contenti del risultato finale. La qualità della produzione è stata molto apprezzata e questo ha contribuito ad un ottimo risultato di audience. Non ti nego che è stato anche faticoso e qualche ansia l’abbiamo provata, però la soddisfazione, al termine della manifestazione è stata impagabile.

DP: Grazie Daniele, al prossimo grande evento.

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