AUDIOVISIVO E CINEMA, CONNESSI PER FOCALIZZARSI SUL CONSUMATORE E SULLE SUE ESIGENZE

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Pierluigi Bernasconi, Presidente di Univideo, l’associazione italiana che rappresenta gli editori audiovisivi, a margine di una conferenza stampa tenutasi la mattina del 6 giugno, presso la Camera dei Deputati, che ha visto la partecipazione delle principali associazioni di rappresentanza del mondo cinematografico e dell’home entertainment, insieme all’On. Guido Germano Pettarin della Commissione Bilancio, indetta per illustrare quali sono ad oggi le prospettive per uno sviluppo sostenibile del settore, ha dichiarato: “tanto l’audiovisivo quanto il cinema rappresentano per il Sistema Paese una risorsa importante, sotto diversi punti di vista, economico, industriale, sociale ma soprattutto culturale. La crisi causata dalla pandemia ha modificato molti comportamenti, individuali e collettivi, tra cui purtroppo rientra anche la minore frequentazione degli italiani delle sale cinematografiche.
L’obiettivo comune, come ho avuto anche modo di sottolineare al Ministro Franceschini in una recente audizione, deve essere quello di tutelare il consumo culturale in Italia e favorirne uno sviluppo sostenibile, concentrando tutte le azioni sul consumatore e le sue esigenze.
Come Univideo sosteniamo che sia un errore pensare che l’allungamento temporale delle finestre, comprendendo anche i film stranieri che oggi non ricevono contributi statali, possa sovvertire l’attuale situazione, contribuendo una maggiore presenza di pubblico nelle sale.
Sarebbe un provvedimento a danno non soltanto dei rivenditori, ma anche dei consumatori e in ultimo persino delle stesse sale cinematografiche, senza considerare che questa scelta alimenterebbe ulteriormente il fenomeno della pirateria.
E’ indispensabile invece affrontare la questione in modo molto più articolato mettendo in campo azioni dal carattere sistemico, questo è quello che abbiamo voluto trasmettere con fermezza quest’oggi”.


Durante la conferenza stampa è emerso da più voci, confutate anche da analisi e ricerche, che un film raccoglie il 98% del proprio incasso esclusivamente nelle prime settimane di programmazione in sala e che, già dalla seconda settimana, c’è un aumento del rischio della pirateria audiovisiva. Un allungamento delle finestre quindi non solo danneggerebbe l’industria audiovisiva ma favorirebbe il mercato illecito, oggi prevalentemente digitale.

“Riteniamo pertanto fondamentale – ha proseguito il Presidente Bernasconi – favorire il prima possibile un confronto aperto e continuo fra tutti gli operatori (esercenti, produttori, editori audiovisivi, piattaforme e categorie retail), attendere i risultati dello studio quantitativo e qualitativo, velocizzando le procedure di assegnazione e quindi di realizzazione, capace di analizzare in dettaglio l’attitudine del pubblico alla fruizione dei film in sala e le aspettative relative all’offerta cinematografica e audiovisiva, e lavorare quindi insieme al Ministro Franceschini, ad un impianto normativo improntato su tre pillar principali: la produzione, il consumo, la convergenza”.

 

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