Kairos è un sistema di produzione racchiuso in un mixer video, basato su standard SMPTE2110 e architettura “Software Defined Switcher”. Consente di operare con una gestione dinamica delle risorse hardware, così da poter dedicare una maggiore capacità di elaborazione alle operazioni che, di volta in volta, diventano più utili per la singola produzione. Ottenendo così il miglior risultato, in termini di sfruttamento delle risorse disponibili, e la massima potenzialità produttiva necessaria. Una soluzione Panasonic, che si completa di vari moduli che permettono di gestire varie fasi della produzione dei contenuti e che offre grandi prestazioni e qualità, rapportate a un investimento comunque contenuto.

 

 

Gli attuali mixer video, mostrano le tradizionali limitazioni di una struttura fissa a banchi effetti (ME), con le relative hardware boards per il loro funzionamento, ciò porta a dei limiti nell’utilizzo. Spesso infatti, si usa un intero ME, solo per un effetto Two-Box o un semplice Chroma-Key. Considerando che il costo di un ME non è irrisorio rispetto al costo dell’intero mixer, questo non è un uso ottimizzato delle risorse hardware.

Inoltre, con la sempre maggiore diffusione dell’UHD, anche le risorse dei più grandi mixer top di gamma (in questa modalità), non bastano per coprire le esigenze, o le richieste, di particolari produzioni che ultimamente si realizzano con multiple destinazioni dei segnali da produrre, con relative e specifiche richieste di effetti e composizioni.

 

 

Con Kairos, Panasonic ha intrapreso una nuova strada nella filosofia dei mixer video.

Non è la prima a farlo, l’ha preceduta EVS con il suo DYV, ma possiamo trovare altri prodotti come vMix o OBS, per citare alcune delle applicazioni dedicate a un utilizzo più leggero; solitamente sfruttate per realizzare streaming sulla rete.

Parliamo dei “Software Defined Switcher”, non più legati a risorse hardware fisse come ME boards, AUX boards o similari, ma mixer basati sull’uso della CPU e GPU di server, con installato un apposito software che agisce come una nuova tipologia di mixer video.

In questo modo possiamo lavorare con una filosofia a Layer, simile a quella che si può utilizzare, ad esempio, in Photoshop o After Effects, dove la limitazione nel numero di Layer o nelle risorse come Key, DVE e transizioni non è che qu

ella della RAM, della CPU e della GPU.

È perciò possibile avere un numero variabile di effetti, o di altri tipi di processamento, fino a che ci sono risorse disponibili nel server.

Kairos è un sistema che porta tutto questo nell’ambito Broadcast. È basato sullo standard IP 2110, l’input e l’output dei segnali avviene principalmente in questo modalità.

Naturalmente, se le risorse interne hanno un limite definito dall’hardware del server come CPU e GPU, anche le risorse d’ingresso e uscita dei segnali (o meglio, i flussi), hanno un numero di processi simultanei possibili. Entrando nei dettagli dell’unità, ecco le principali caratteristiche:

Kairos, nell’attuale versione base, supporta fino a 24IN e 12OUT 3G e, con l’aggiunta dell’opzione AT-SF 002, diventano 32IN e 16OUT 3G.

Aggiungendo l’opzione AT-SF 001 si può produrre in UHD fino a 6IN e 3OUT, mentre installando la precedente opzione AT-SF 002 si passa a 8IN e 4OUT UHD.

È inoltre in programma una futura versione che porterà a breve le risorse disponibili a 32IN 16OUT 3G, espandibili a 64IN 32OUT 3G che, in UHD, diventeranno 16IN 8OUT.

Naturalmente le risorse d’ingresso e d uscita sono utilizzabili in modalità mista HD-UHD fino al raggiungimento delle risorse massime disponibili.

Nella roadmap ci sarà anche una versione Extended con ulteriori risorse disponibili.

Nell’attuale versione sono supportati fino ad 2 ingressi NDI e RTP.

Un’altra opzione molto interessante è la AT-SF003, ovvero la Free Canvas, che permette di avere uscite non legate al Pixel Format HD o UHD ma di poter usare formati diversi per utilizzarli su videowall o altre tipologie di sistemi di visualizzazione.

L’unità attualmente supporta anche funzioni di downconversion in uscita, se si lavora in UHD.

 

L’HDR non è disponibile nella versione attuale, la V.1, ma a primavera, con l’aggiornamento alla V1.1, sarà disponibile l’HLG con, inoltre, funzioni di conversioni SDR-HDR sia in ingresso che in uscita.

È supportata la ridondanza per i segnali IP, NMOS, Ember+, AMP e RossTalk.

Non tutto, naturalmente, è attualmente disponibile in 2110. Per gli ingressi SDI 3G-12G, la Panasonic indica e certifica unità e prodotti gateway di partner come Deltacast (della quale soluzione è già presente una scheda Gateway preinstallata. Sono a parte i box esterni da aggiungere con tipologie sia SDI che HDMI), Aja, Riedel e altri che si aggiungeranno nei prossimi mesi.

Ovviamente, è necessario un riferimento PTP per la sincronizzazione del mixer.

I RAM player disponibili attualmente sono 8, utilizzabili sia in HD che in UHD, con risorse massime date dai 24 GB della RAM utilizzata; l’audio sarà supportato nella prossima realese V1.2. Il supporto Fill e Alpha non impiega il doppio dei RAM Player, ma solo uno per ogni coppia utilizzata. Vari formati per l’importazione di clip: TGA, Apple ProRes, H265, H264 e DNX-HD. Altra caratteristica importante, riguarda poi i Media Player, che possono leggere file direttamente dai dischi senza l’uso della RAM. Nello specifico, sono due in HD ed uno in UHD.

 

 

Sono disponibili due uscite Multiviewer fino a 36 PIP, il protocollo Tally supportato attualmente è il TSL 5.0; con i futuri aggiornamenti, saranno aggiunti anche altri protocolli.

È supportato il Tally IP per le base-station camera, connesse direttamente in IP, come quelle delle camere Panasonic stesse o di altri brand. Si possono collegare box GPI I/O esterni; quello consigliato da Panasonic è fornito da Lawo.

È possibile controllare dall’unità anche camere PTZ o Remote, come quelle di casa Panasonic, oltre Tecnopoint, Robycam o Kst.

L’utilizzo dell’unità avviene tramite la GUI software creator, da installare in un PC esterno, collegato tramite ethernet all’unità principale; è disponibile una superficie di controllo fisica a due stripe di 24X point e due fader. Possibilità di controllo anche tramite web browser, con un’opzione aggiuntiva. Anche unità esterne, come quelle di VSM o similari, possono essere utilizzate per il controllo.

Il dato dichiarato di delay da IN ad OUT è di 1 frame, che pone la macchina alla pari di mixer hardware attualmente disponibili.

CONCLUSIONI

Le premesse sono interessanti e molte le novità in divenire, che permetteranno di poter svolgere diverse fasi dell’attività produttiva. Questo può essere un prodotto che libera il flusso creativo di produzione dalle limitazioni fisiche date dall’architettura fissa degli attuali mixer video. Essendo basato principalmente su software e sulle risorse del server ospitante, le implementazioni di novità saranno più semplici rispetto a un’architettura tradizionale legata a un hardware dedicato.

Non abbiamo ancora testato operativamente le funzionalità di Kairos, ci riserviamo un ulteriore approfondimento quando sarà possibile.

Il sistema Kairos della Panasonic vede come partner anche la Professional Show, che garantisce l’adeguato supporto in tutte le fasi, dalla definizione del sistema, fino alla formazione, all’installazione ed all’assistenza post-vendita.

 

 

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