Home Blog

FUJIFILM GFX ETERNA 55 : LA RIVOLUZIONE DEL LARGE FORMAT CINEMATOGRAFICO E LE NOVITÀ PER IL BROADCAST

L’edizione 2025 di IBC ha visto Fujifilm protagonista con una presentazione ricca di novità che spaziano dal mondo broadcast tradizionale fino alla rivoluzionaria GFX Eterna 55, la prima cinecamera Large Format.

Francesco Spisti, ci ha guidati nello stand Fujifilm, attraverso un percorso che dimostra come l’azienda stia consolidando la sua presenza nel settore della produzione professionale, portando innovazione sia nelle soluzioni per il broadcasting che nella cinematografia digitale. In particolare, la gamma delle ottiche Duvo e, sopratutto, la nuova GFX Eterna 55, camera con sensore Medio Formato, dedicata alla produzione cinematografica.

Francesco Spisti – Fujifil

 

Le novità nel mondo broadcast: Fujinon amplia la gamma per i sensori 2/3 di pollice

Il tour nello stand Fujifilm inizia con le novità dedicate al mondo broadcast, un settore dove l’azienda ha sempre avuto una presenza significativa grazie alla qualità ottica delle sue lenti FUJINON. La prima novità presentata è la FUJINON LA30 BRM, l’ultima arrivata nella famiglia di obiettivi broadcast dell’azienda, che va ad affiancarsi alla già apprezzata LA16x8 BRM.

Quest’ultima era inizialmente dedicata esclusivamente all’ambiente Blackmagic Design e veniva venduta in abbinata con le camere del brand australiano. Con l’arrivo della nuova LA30 BRM, Fujifilm compie però un passo importante: entrambe le ottiche non saranno più limitate ai soli clienti Blackmagic, ma diventeranno disponibili per tutti i professionisti che utilizzano camere con sensori 2/3 di pollice, ampliando significativamente il mercato di riferimento.

La LA30 BRM rappresenta un’evoluzione interessante perché amplia la lunghezza focale rispetto alla LA16, partendo da un 7.8x come punto di partenza fino ad arrivare a un impressionante 30x di zoom. Si tratta di un’ottica semi-servo che si colloca nella fascia mid-level del range FUJINON, pensata per professionisti che cercano qualità e versatilità senza necessariamente dover investire nelle soluzioni top di gamma. Va notato che quest’ottica non dispone di extender a bordo, ma la sua versatilità nativa la rende comunque una scelta interessante per molteplici applicazioni broadcast.

La Famiglia DUVO: Quando la lunghezza focale fa la differenza

Proseguendo nel tour dello stand, l’attenzione si sposta su quello che rappresenta il top di gamma per quanto riguarda l’estensione focale: la FUJINON DUVO 25-1000mm, un’ottica che arriva a ben 1000 mm di lunghezza focale, rendendola ideale per riprese a lunga distanza dove il dettaglio è fondamentale.

La famiglia DUVO è composta da tre membri principali: il 14-100mm, il 24-300mm e il 25-1000mm nella sua tipologia boxata. Ciascuna di queste ottiche ha trovato il suo spazio nel mercato professionale grazie a caratteristiche specifiche che le rendono ideali per applicazioni diverse. Il 14-100mm, ad esempio, è particolarmente apprezzato dagli operatori Steadicam perché offre un range focale versatile mantenendo dimensioni e peso contenuti, fondamentali per il lavoro con stabilizzatori.

Il 24-300mm è invece, ad esempio, la scelta preferita per riprese a bordo campo durante eventi sportivi, manifestazioni e concerti, dove serve una buona escursione focale ma anche la capacità di muoversi rapidamente tra inquadrature diverse. Infine, il 25-1000mm è quello che offre il maggior dettaglio in assoluto, grazie alla sua capacità di raggiungere un’escursione focale estremamente importante che permette di catturare soggetti anche a distanze considerevoli.

FUJINON UA125x8 e UA46: L’eccellenza per broadcast e ENG

Per chi cerca il massimo nel mondo delle ottiche boxate broadcast, Fujifilm presenta la FUJINON UA125x8, che rappresenta il top di gamma assoluto in questa categoria. Raggiunge anch’essa 1000 mm di lunghezza focale, esattamente come la DUVO 25-1000, ma si distingue per essere progettata specificamente per sensori 2/3 di pollice, mentre la DUVO utilizza un attacco PL. Questa differenza la rende perfetta per le camere broadcast tradizionali, dove lo standard 2/3 di pollice continua a dominare.

Nel segmento delle ottiche portatili ENG (Electronic News Gathering), invece, il riferimento è la FUJINON UA46x9.5, che rappresenta l’eccellenza della fascia UA di Fujinon. Quest’ottica, insieme alla UA125x8 e all’intera famiglia DUVO, ha ricevuto un’accoglienza estremamente positiva dal mercato professionale, diventando uno strumento di riferimento per produzioni broadcast che richiedono mobilità senza compromessi sulla qualità d’immagine. La serie UA è particolarmente apprezzata dai professionisti del broadcasting perché combina qualità ottica eccellente con ergonomia studiata per lunghe sessioni di ripresa.

Uno sguardo al futuro: La FUJINON 22×4.8 BERD

Tra le novità più interessanti presentate a IBC 2025, anche se non ancora disponibile sul mercato, c’è la FUJINON 22×4.8 BERD, un’ottica che ha suscitato grande interesse tra i visitatori dello stand. Si tratta di un prodotto che è stato solamente annunciato e che arriverà sul mercato nel corso del 2026, ma che già promette di rivoluzionare un segmento specifico del mercato broadcast.

Quest’ottica si posiziona strategicamente tra la 4.5 (il grandangolo maggiore di Fujinon) e la 7.6 (la focale minima considerata “normale” nel range), colmando un vuoto che molti professionisti avvertivano. La 22×4.8 BERD è particolarmente interessante perché pur tendendo al grandangolo, mantiene un impressionante 22x di zoom, permettendo così di raggiungere un’escursione focale molto importante senza dover cambiare ottica.

Ma le caratteristiche che hanno davvero entusiasmato i professionisti presenti a IBC sono altre due: la presenza di un extender a bordo, che funziona come duplicatore di focale 2x, e la possibilità di essere controllata con comandi full servo. Questa combinazione di caratteristiche la rende estremamente versatile per produzioni broadcast che necessitano di grande flessibilità compositiva e rapidità operativa, due elementi fondamentali nel mondo delle riprese live e degli eventi.

La vera star dello stand: FUJIFILM GFX Eterna 55

Ma la novità che ha davvero catalizzato l’attenzione di tutti i visitatori dello stand Fujifilm a IBC 2025 è stata senza dubbio la FUJIFILM GFX Eterna 55, la prima camera cinematografica interamente sviluppata da Fujifilm. Come sottolineato da Francesco Spisti, questo non è semplicemente un nuovo prodotto, ma rappresenta il culmine di anni di esperienza nel settore video che Fujifilm ha accumulato con le sue camere fotografiche della serie GFX.

Il nome stesso della camera racconta già molto della sua natura: GFX Eterna 55. La sigla GFX rimanda alla serie fotografica di medio formato, mentre “Eterna” richiama una delle più amate simulazioni pellicola di Fujifilm, conosciuta per il suo look cinematografico. Il numero 55, infine, indica la diagonale del sensore in millimetri, che rappresenta una delle caratteristiche più rivoluzionarie di questa camera.

Un Sensore che ridefinisce il concetto di Large Format

Il cuore della GFX Eterna 55 è un sensore medio formato fotografico da 102 megapixel ereditato direttamente dalla GFX100 II, con dimensioni di 44×33 mm e una diagonale di 55 mm. Questi numeri potrebbero sembrare tecnicismi, ma in realtà rappresentano qualcosa di rivoluzionario nel mondo della cinematografia digitale: questo sensore è circa 1,7 volte più grande rispetto a un full frame tradizionale.

La caratteristica davvero distintiva, però, è l’altezza del sensore. A differenza dei sensori cinematografici tradizionali, che seguono formati come il 65mm o proporzioni come il 16:9 o 17:9, la GFX Eterna 55 ha la diagonale e soprattutto l’altezza più elevata disponibile nel mercato cinematografico per camere in vendita al pubblico. Questo aspetto non è solo una curiosità tecnica, ma apre possibilità creative completamente nuove per i filmmaker.

Open Gate 4:3: Una nuova dimensione per la creatività

Grazie a questa particolare conformazione del sensore, la GFX Eterna 55 può essere utilizzata appieno in formato 4:3 Open Gate registrando in 4K fino a 48 fps. Questo formato richiama la tradizione del cinema analogico, quando le pellicole 35mm erano originariamente in 4:3 prima di essere ritagliate in fase di proiezione. Oggi, questo formato offre ai filmmaker una flessibilità incredibile in post-produzione: si può ritagliare in 16:9, in 2.39:1 cinematografico, o addirittura scegliere formati verticali per i social media, il tutto partendo da un’unica ripresa ad altissima qualità.

La camera supporta cinque formati principali che possono essere selezionati direttamente nel menù: GF (per le ottiche native GFX), Premista (per le ottiche cinema large format di Fujifilm), 35mm (per le ottiche full frame), ANAMORPHIC 35mm (con la possibilità di impostare lo squeeze direttamente in camera), e Super 35. Questa versatilità è qualcosa di unico nel panorama delle cinecamere attuali.

Qualità d’immagine e Gamma Dinamica

La GFX Eterna 55 non è solo questione di dimensioni del sensore. La camera offre oltre 14 stop di gamma dinamica quando si registra in F-Log2 C, il profilo logaritmico sviluppato da Fujifilm che garantisce una latitudine di esposizione eccezionale. Questo significa che i filmmaker hanno un’enorme flessibilità in post-produzione per recuperare dettagli sia nelle alte luci che nelle ombre, essenziale per ottenere quel look cinematografico ricco e stratificato.

Per quanto riguarda i codec di registrazione, Fujifilm ha scelto standard professionali consolidati: Apple ProRes 422 nelle varianti HQ, 422 e LT, oltre ai codec H.265 (HEVC) e H.264 per chi cerca file più leggeri. La camera può registrare fino a DCI 8K e, come già menzionato, in formato 4:3 Open Gate 4K a 48fps, coprendo praticamente ogni esigenza produttiva.

Un ecosistema ottico senza precedenti

Una delle caratteristiche più innovative della GFX Eterna 55 è la sua incredibile versatilità per quanto riguarda le ottiche. La camera esce nativamente con il G Mount (il mount proprietario Fujifilm per la serie GFX fotografica), ma nella confezione viene fornito anche un PL Mount, lo standard industriale per le ottiche cinematografiche. Questa scelta non è casuale: Fujifilm vuole che i filmmaker possano sfruttare sia l’ecosistema delle ottiche GF, sia il vastissimo parco ottiche cinema già esistente sul mercato.

Come ha spiegato Francesco Spisti durante la presentazione, questa doppia compatibilità permette di montare ottiche GF native Fujifilm, le ottiche Premista (la linea cinema large format di Fujifilm progettata specificamente per sensori da 65mm e oltre), ottiche 35mm pensate per il full frame cinema, ottiche anamorfiche (con la possibilità di impostare lo squeeze direttamente nel menù della camera), e persino ottiche Super 35.

Quello che rende tutto questo ancora più interessante è il fatto che la camera permette di selezionare nel menù il tipo di ottica montata, ottimizzando automaticamente le performance in termini di risoluzione e gestione dell’immagine. Questo sistema assicura che ogni ottica possa esprimere il suo massimo potenziale sulla GFX Eterna 55.

Un mercato in fermento

Durante IBC 2025, nello stand Fujifilm erano visibili alcune ottiche di brand terzi ancora non disponibili sul mercato, ma che diversi produttori stanno già sviluppando specificamente per sfruttare l’altezza superiore del sensore della GFX Eterna 55. Questo dimostra come l’arrivo di questa camera stia già stimolando l’industria ottica a pensare in modo nuovo, progettando lenti che possano coprire l’intero sensore sfruttando appieno il formato 4:3 invece dei tradizionali 16:9 o 17:9 cinematografici.

Un esempio affascinante mostrato nello stand era una ottica fotografica Fuji vintage degli anni ’70, sottoposta a rehousing per renderla compatibile con l’attacco PL. Essendo stata originariamente progettata per il medio formato, quest’ottica copre perfettamente il sensore 44x33mm con diagonale di 55mm della GFX Eterna 55, dimostrando come anche ottiche storiche possano trovare nuova vita su questa cinecamera, portando con sé quel carattere unico che solo le lenti vintage sanno dare.

FUJINON GF 32-90mm T3.5 PZ OIS WR: La prima ottica cinema Fujifilm

Insieme alla GFX Eterna 55, Fujifilm ha presentato quello che Francesco Spisti ha definito “un’abbinata vincente”: la FUJINON GF 32-90mmT3.5 PZ OIS WR, la prima ottica cinematografica con mount GF completamente sviluppata da Fujifilm. Quest’ottica è stata progettata specificamente pensando alle esigenze dei filmmaker che utilizzeranno la GFX Eterna 55, e rappresenta il perfetto complemento per questa rivoluzionaria cinecamera.

La particolarità di quest’ottica risiede innanzitutto nella sua apertura costante T3.5 su tutta l’escursione focale, equivalente a un 25-71mm in formato 35mm. Questo significa che una volta impostata l’illuminazione di una scena, il filmmaker può zoomare liberamente senza dover compensare l’esposizione, un vantaggio enorme in termini di velocità operativa e coerenza visiva.

Power Zoom e controllo integrato

Ma ciò che rende davvero speciale questa ottica è il sistema Power Zoom motorizzato, che permette zoomate cinematografiche fluide e controllate. Come mostrato durante la presentazione, il controllo dello zoom può avvenire in tre modi diversi: direttamente dall’ottica, tramite il multi-function dial presente sul corpo camera, o attraverso il top handle incluso nella confezione della GFX Eterna 55. Questa flessibilità è fondamentale per adattarsi a diverse configurazioni di ripresa e stili operativi.

L’ottica integra anche il sistema di autofocus GFX di Fujifilm, mutuato dal mondo fotografico ma perfettamente adattato alle esigenze cinematografiche. Un pulsante dedicato sull’obiettivo permette di attivarlo o disattivarlo rapidamente, offrendo ai filmmaker la scelta tra il controllo automatico e quello manuale a seconda delle necessità della scena.

Qualità costruttiva e protezione

La GF 32-90mm T3.5 PZ OIS WR non è solo tecnologia avanzata, ma anche qualità costruttiva. La sigla WR (Weather Resistant) indica che l’ottica è protetta contro gli agenti atmosferici, caratteristica fondamentale per le riprese in esterni. La stabilizzazione ottica OIS integrata offre un ulteriore livello di supporto, particolarmente utile in situazioni di ripresa run-and-gun o documentaristiche dove non sempre è possibile utilizzare stabilizzatori esterni.

Innovazioni tecnologiche che fanno la differenza

La GFX Eterna 55 non è solo un grande sensore in un corpo camera. Fujifilm ha introdotto diverse innovazioni tecnologiche che la rendono uno strumento estremamente moderno e funzionale.

Filtri ND elettronici variabili

Una delle caratteristiche che ha stupito maggiormente i professionisti presenti a IBC è l’integrazione, per la prima volta su una camera cinema, di filtri ND elettronici variabili interni. Questi filtri possono essere controllati direttamente dalla rotellina multi-funzione presente sul corpo camera o sul top handle fornito in dotazione.

I filtri ND coprono un range da 0.6 a 2.1 con incrementi finissimi di 0.015, offrendo un controllo estremamente preciso dell’esposizione. Questa caratteristica elimina la necessità di portare con sé un set di filtri ND esterni, velocizzando enormemente il workflow sul set e riducendo il tempo necessario per adattarsi a diverse condizioni di luce.

Multi-Function Dial: Un centro di controllo personalizzabile

La rotellina multi-funzione presente sia sul corpo camera che sul top handle può essere personalizzata in base alle esigenze specifiche del filmmaker. È possibile assegnarle il controllo del fuoco, dello zoom (quando si utilizza l’ottica GF 32-90mm power zoom), dell’iride (diaframma), o della densità dei filtri ND elettronici. Questa flessibilità permette a ogni operatore di configurare la camera secondo il proprio stile di lavoro, rendendo l’esperienza d’uso estremamente personale ed efficiente.

Sistema di alimentazione intelligente

Nel mondo della cinematografia professionale, l’alimentazione è un aspetto cruciale che può fare la differenza tra una giornata di riprese fluida e una serie di interruzioni frustranti. Fujifilm ha affrontato questo tema con una soluzione elegante: la GFX Eterna 55 supporta le batterie V-Lock, lo standard del settore cinematografico professionale, garantendo compatibilità con il parco batterie che la maggior parte dei professionisti già possiede.

Ma l’innovazione sta nel sistema di batteria interna tampone. All’interno della camera c’è una batteria collegata in serie con la V-Lock esterna, che viene costantemente ricaricata quando la V-Lock è collegata. Durante le operazioni di hot swap della batteria esterna, questa batteria interna entra automaticamente in funzione, permettendo di continuare a lavorare senza dover spegnere e riaccendere la camera. La sua autonomia di circa mezz’ora è più che sufficiente per sostituire tranquillamente la batteria esterna senza stress o fretta.

Un package completo e pensato per i professionisti

Quello che Fujifilm ha messo insieme con la GFX Eterna 55 non è semplicemente una camera, ma un sistema completo pensato per essere operativo fin dal primo momento. Nel prezzo di €13.500 più IVA sono inclusi diversi elementi che normalmente richiederebbero acquisti separati.

Top Handle professionale

Il top handle non è un semplice accessorio, ma un vero e proprio centro di controllo secondario. Attraverso il joystick dedicato e la rotella multi-funzione integrata, è possibile gestire tutte le funzionalità e le impostazioni della camera, oltre a controllare direttamente lo zoom power dell’ottica GF 32-90mm quando questa è montata. Questo design permette configurazioni operative molto flessibili, adattandosi sia a utilizzi su spalla che su gimbal o rig più complessi.

Monitor e display multipli

La GFX Eterna 55 dispone di un monitor principale da 5 pollici con collegamento proprietario alla camera, che permette non solo la visualizzazione dell’immagine ma anche la gestione diretta delle impostazioni. Una caratteristica particolarmente apprezzata è la copertura di protezione integrata, che permette di chiudere completamente il display quando la camera viene riposta o trasportata, proteggendolo da graffi e urti.

Ma Fujifilm ha pensato anche a chi lavora in crew: su entrambi i lati della camera sono presenti monitor laterali da 3 pollici che permettono sia all’operatore che all’assistente di camera di accedere al menù in quasi tutte le configurazioni. Questo dettaglio dimostra quanto Fujifilm abbia ascoltato le e

Un Prezzo che apre nuove possibilità

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla presentazione di Francesco Spisti è stata la rivelazione dei prezzi. La FUJIFILM GFX Eterna 55 sarà disponibile a €13.500 più IVA, mentre l’ottica FUJINON GF 32-90mmT3.5 PZ OIS WR costerà €4.500 più IVA. Questo significa che il sistema completo – camera più ottica – può essere acquistato per €18.000 più IVA.

Questi numeri sono significativi perché posizionano la GFX Eterna 55 in una fascia di mercato accessibile non solo alle grandi produzioni, ma anche a filmmaker indipendenti, case di produzione di medie dimensioni, e professionisti del corporate video e del documentario che cercano qualità cinematografica senza dover investire cifre proibitive. Considerando che si tratta di una cinecamera large format con sensore da 102 megapixel, registrazione 8K, e tutto l’ecosistema di accessori inclusi, il rapporto qualità-prezzo appare estremamente competitivo.

Disponibilità e prospettive future

Come annunciato durante IBC 2025, la FUJIFILM GFX Eterna 55 sarà disponibile sul mercato a partire da fine ottobre 2025, insieme all’ottica FUJINON GF 32-90mmT3.5 PZ OIS WR. Francesco Spisti ha espresso grande entusiasmo per questo lancio, definendo la camera un “fiore all’occhiello” che porterà grandi risultati e che non vede l’ora di far provare al mercato di riferimento.

L’interesse mostrato dai professionisti presenti a IBC conferma che Fujifilm ha colto un’opportunità importante nel mercato: quella di offrire una cinecamera large format accessibile, versatile, e supportata da un ecosistema ottico in continua espansione. Il fatto che diversi produttori di ottiche stiano già lavorando a lenti specifiche per il formato della GFX Eterna 55 suggerisce che questa camera potrebbe davvero diventare un nuovo standard nel segmento delle produzioni cinematografiche di medio-alto livello.

In conclusione

IBC 2025 ha rappresentato un momento di svolta per Fujifilm, che si è presentata con un portfolio di prodotti capace di soddisfare esigenze molto diverse ma ugualmente importanti nel mondo della produzione professionale. Da un lato, l’ampliamento della gamma FUJINON per il broadcast tradizionale dimostra l’attenzione dell’azienda verso un mercato consolidato che continua a richiedere soluzioni ottiche di altissima qualità per sensori 2/3 di pollice.

Dall’altro, il lancio della GFX Eterna 55 segna l’ingresso ufficiale di Fujifilm nel mercato delle cinecamere dedicate, portando con sé l’esperienza di oltre 90 anni nel campo della riproduzione del colore e della tecnologia fotografica. Non è semplicemente una camera con un grande sensore, ma un sistema completo che integra simulazioni pellicola, filtri ND elettronici, dual base ISO, supporto per molteplici formati e ottiche, e un prezzo che la rende accessibile a una platea molto più ampia di filmmaker professionisti.

L’abbinata con l’ottica FUJINON GF 32-90mmT3.5 PZ OIS WR crea un sistema pronto all’uso che può competere con soluzioni molto più costose, offrendo quella qualità d’immagine large format che fino a poco tempo fa era appannaggio esclusivo di produzioni con budget molto elevati. La versatilità del formato 4:3 Open Gate, la possibilità di utilizzare ottiche di ogni tipo grazie al PL Mount incluso, e l’integrazione di tecnologie moderne come il power zoom motorizzato e i filtri ND variabili, rendono la GFX Eterna 55 uno strumento estremamente interessante per chi cerca flessibilità creativa senza compromessi sulla qualità.

Come ha sottolineato Francesco Spisti, questa è solo l’inizio di un nuovo capitolo per Fujifilm nel mondo della cinematografia, e l’entusiasmo dimostrato dai professionisti presenti a IBC 2025 suggerisce che il mercato era davvero pronto per una soluzione come questa. La sfida ora sarà vedere come la GFX Eterna 55 si comporterà nelle mani dei filmmaker di tutto il mondo, ma le premesse sono decisamente promettenti.

HDR SUMMIT MILANO ORGANIZZATO DA VIDEO PROGETTI

Video Progetti presenta HDR SUMMIT MILANO, una giornata interamente dedicata agli approfondimenti su un
tema che non può non stare a cuore ai professionisti del broadcasting e dei media: la
produzione e fruizione di contenuti in HDR-High Dynamic Range.

Si tratta di una tecnologia il cui trend di adozione andrà consolidandosi nei prossimi anni.
Produrre già oggi in HDR costituisce quindi non solo una opportunità per offrire da subito
alla propria audience un contenuto migliore sul piano tecnico e artistico, ma renderà il
prodotto sicuramente più future-proof e monetizzabile anche per gli anni a venire.
La possibilità di fornire immagini più realistiche e coinvolgenti, (cuore della
tecnologia HDR), implica la comprensione di nuovi meccanismi e flussi di lavoro.

 

La giornata vedrà quindi alternarsi nel panel professionisti delle più importanti aziende del
settore media e broadcast, coprendo una vasta gamma di aspetti legati all’HDR che riteniamo saranno di sicuro interesse per gli addetti ai lavori.

Non saranno affrontati solo gli aspetti tecnici ma nella giornata si parlerà anche di creatività e della ricaduta sui contenuti e sullo story-telling dello HDR.
Target dell’evento sono professionisti del settore come:

– direttori della fotografia- colorist
– responsabili media delivery e controllo qualità
– responsabili della post
– direttori tecnici/decisori di acquisto di tecnologia all’interno delle rispettive
organizzazioni (società di produzione, post e broadcaster).
– producers (responsabili società di produzione/produttori esecutivi)

L’appuntamento è per il:

5 Ottobre 2023 a partire dalle ore 9.00

Presso il Magna Pars
Event Space, via Forcella 6, Milano

Facilmente raggiungibile con MM2 P.ta Genova.

PRISMON ROHDE & SCHWARZ: INNOVAZIONE NEL MONITORING E MULTIVIEW BROADCAST

PRISMON ROHDE & SCHWARZ: L’INNOVAZIONE NEL MONITORING E MULTIVIEWING BROADCAST

La soluzione ideale per il controllo e la visualizzazione, per gli standard SDI, SMPTE 2110, 2022/6 e 2022/7, Transport Stream, OTT etc.

Negli ultimi anni, abbiamo visto il numero dei formati audio/video in continua crescita ed un moltiplicarsi di metodi di distribuzione, passando dal classico flusso su SDI e ASI, ai nuovi standard SMPTE 2110 e 2022, https://www.smpte.org/, nonché ai transport stream tipici del mondo OTT. Questo ha portato alla necessità di sviluppare sistemi di multiviewer e monitoria A/V che devono essere flessibili, scalabili e completi, al fine di tenere sotto controllo questo immenso flusso di segnali, garantire la quality-of-experience e limitare i costi relativi al controllo di sistemi così complessi.

Al giorno d’oggi, sono sempre più le regie e le master control room basate sia su tecnologia SMPTE2110 sia su tecnologia ibrida, le quali richiedono l’implementazione di moderni multiviewer che supportano queste moderne tecnologie e permettono la gestione di segnali eterogenei in contemporanea. Questo ha reso antiquati i classici sistemi di multiviewer basati su schede elettroniche, dando ai produttori l’opportunità di sviluppare soluzioni basate su software e che siano real-time ed altamente flessibili.

Anche nel campo della distribuzione video abbiamo assistito a grandi cambiamenti. Oggi, vediamo convivere una moltitudine di protocolli diversi all’interno dello stesso data center, per esempio, i segnali SDI in uscita da un playout vengono inviati verso percorsi di encoding classici, per delivery satellitare e DDT, ma vengono anche convertiti in una varietà di flussi OTT e codificati in una moltitudine di profili. La monitoria di queste catene di segnali molto complesse è una delle più grandi sfide per i fornitori di servizi video di oggi, che garantiscono il funzionamento di infrastrutture sempre più complesse e la quality-of-experience all’utente finale.

LA SOLUZIONE PRISMON DELLA ROHDE & SCHWARZ

Rohde & Schwarz risponde a queste sfide con Prismon, una soluzione software innovativa e versatile per il monitoraggio e il multiviewing. La grande flessibilità del prodotto permette di essere la soluzione ideale per entrambi gli utilizzi e convergente.

R&S Prismon offre multiviewing e monitoria tra standard eterogenei come SDI, SMPTE 2110, 2022/6 e 2022/7, Transport Stream, OTT e molto altro in parallelo, senza investire in sistemi diversi e garantendo il migliore return-of-investment.

Tra la classe di multiviewer che supporta il protocollo SMTPE 2110, R&S Prismon offre la miglior latenza sul mercato: permette una scalabilità estrema, aggrega più macchine in clustering e gestisce migliaia di segnali e decine di schermi di output.

Parlando di monitoria di segnali video, la soluzione della R&S è sicuramente più completa disponibile oggi sul mercato, supportando la monitoria in parallelo di tutta la catena di trasmissione, come da schema, offrendo la possibilità di garantire il funzionamento di una intera catena di delivery e di accertarsi che venga offerta una ottimale quality-of-experience.

R&S Prismon armonizza l’intera infrastruttura e offre un’unica monitoria per le aree di produzione, le aree di broadcast e quelle di streaming OTT, offre la possibilità di integrare anche la monitoria del segnale attraverso la CDN fino al cliente finale, grazie alla possibile integrazione del player o del set-top box.

Il sistema garantisce che il segnale sia consistente sulla catena, che non ci siano errori né sull’audio né sul video, perdita di sincronia audio/video, problemi sulle tracce audio (anche dolby) e sui metadati. Il prodotto della R&S offre anche controlli di latenza e monitoria di qualità attraverso algoritmi PSNR, SSIM e LiveQM.

MONITORING AD ELEVATA EFFICIENZA DA PRISMON

R&S Prismon offre anche un’innovativa possibilità di controllo qualità attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale, offrendo possibilità di calcolare PSNR (peak signal-to-noise ratio, per valutare la qualità di una immagine compressa, in confronto con l’originale) anche senza avere un segnale di referenza, permettendo, per esempio, di monitorare anche il segnale in ingresso al proprio impianto.

R&S Prismon può essere implementato su hardware COTS, (componenti Off-the-Shelf), su macchine virtuali o su cloud; è anche disponibile as-a-service con il servizio Prismon.cloud, che offre piani OPEX estremamente flessibili.

Recentemente, è stato annunciato che il broadcaster helvetico TPC, per la costruzione della propria rivoluzionaria sede, totalmente basata su standard SMTPE 2110, ha scelto R&S Prismon per implementare monitoria e multiviewer per tutti gli studi, produzione e playout. La scelta di R&S Prismon è stata fatta dopo una complessa fase di valutazione, essendo il sistema più flessibile, grazie alla sua implementazione COTS e alla migliore offerta di latenza sul mercato.

“Con una piattaforma completamente virtualizzata, otteniamo la flessibilità che abbiamo sempre desiderato da un sistema multiviewer “, spiega Andreas Lattmann, CTO di TPC. “Hardware agnostica, integrata nella rete e in grado di visualizzare qualsiasi cosa, ovunque sia necessario.”

L’Opinione di Fabrizio Mariani

Spiega Fabrizio Mariani, responsabile vendite di Rohde & Schwarz “al giorno d’oggi vediamo una convergenza tra gli operatori broadcast tradizionali e le aziende di telecomunicazione. Le telecom spesso stanno implementando dei sistemi di playout e ogni televisione ha realizzato dei sistemi per VOD e OTT. La sfida per tutti diventa la capacità di garantire la qualità del servizio e la quality-of-experience attraverso catene di produzione e distribuzione complesse; proprio questa è la funzionalità unica che offre R&S Prismon.” Conclude Mariani “in un mondo che sta spingendo per sistemi basati su protocolli di rete IP, infrastrutture software-defined e piani di investimento flessibili, R&S Prismon è la soluzione ideale per il workflow di domani.”

Guarda il video:

Scarica la Brochure

Vai alla pagina web

PROFESSIONAL SHOW SI-MEDIA E HUAWEI PRESENTANO L’INFRASTRUTTURA BROADCAST DEL FUTURO

PROFESSIONAL SHOW SI-MEDIA E HUAWEI PRESENTANO L'INFRASTRUTTURA BROADCAST DEL FUTURO
PROFESSIONAL SHOW SI-MEDIA E HUAWEI PRESENTANO L'INFRASTRUTTURA BROADCAST DEL FUTURO ot

SI Media e Professional Show, due realtà complementari e di lungo corso nel mondo del broadcast italiano, hanno unito competenze e visione per portare all’evento — in partnership con Huawei — una dimostrazione in tempo reale del nuovo flusso di lavoro ad alte prestazioni della piattaforma YES!AI.

Professional Show è da anni uno dei system integrator più autorevoli del mercato broadcast europeo, con installazioni di rilievo per broadcaster come Mediaset, Sky, RAI e FOX. Una realtà che conosce il broadcast dall’interno — dalle control room alle regie, dai sistemi di playout alle infrastrutture IP — e che porta a questo progetto la concretezza operativa di chi ha costruito e messo in onda alcuni degli impianti televisivi più complessi del Paese.

SI Media, forte di oltre 45 anni di esperienza, ha integrato la propria intelligenza artificiale proprietaria in un ecosistema completo per la gestione, la produzione e la distribuzione di contenuti multimediali. La piattaforma YES! è oggi adottata con grande soddisfazione da televisioni nazionali che comprendono alcuni dei broadcaster più importanti attivi nei cinque continenti — dalla SABC in Sud Africa a Televisa in Messico, dal Parlamento irlandese alle grandi reti dell’Asia e del Medio Oriente — a conferma di una solidità tecnologica che parla una lingua universale.

La partnership con Huawei arricchisce la soluzione con una delle infrastrutture tecnologiche più solide, disponibili oggi per il broadcast. La soluzione IP Production and Broadcasting di Huawei si distingue per un’elevata affidabilità, sicurezza, sincronizzazione precisa del clock e schedulazione flessibile ad alta, creando le condizioni ideali per elaborare flussi, anche in UHD, in tempo reale — il contesto in cui YES!AI esprime il suo pieno potenziale.

Durante la dimostrazione sarà possibile vedere in azione, in tempo reale, tre funzionalità chiave della piattaforma YES!AI:

1. Speech to Text — Trascrizione automatica dei contenuti video

Trascrizione e traduzione del parlato in un’ampia gamma di lingue, con generazione automatica di sottotitoli in formato .SRT e ricerca ottimizzata nell’archivio degli asset per una rapida individuazione delle parole pronunciate.

2. Face & Object Recognition — Riconoscimento automatico di volti, loghi e oggetti

Rilevamento di volti e oggetti all’interno di una traccia video, con modelli personalizzabili tramite prompt e interfaccia dedicata all’assegnazione dei nomi. Una catalogazione avanzata dei metadati che rende il library management più preciso e automatizzato.

3. Content Moderation — Filtro automatico dei contenuti sensibili

Rilevamento di contenuti non sicuri per categoria — nudità, contenuti espliciti, tabacco, alcol — con ricerca ottimizzata per l’individuazione rapida degli asset non idonei. Il risultato è un playout più sicuro, gestito con un livello superiore di automazione.

4. Semantic search— Ricerca semantica

Intelligenza artificiale applicata per migliorare l’accuratezza dei risultati delle di ricerche comprendendo il significato contestuale, l’intento dell’utente e le relazioni tra concetti, anziché limitarsi alla corrispondenza letterale delle parole chiave.

Un appuntamento che vale la pena non perdere.

VISION BROADCAST 2025: BILANCIO POSITIVO ANCHE PER LA SECONDA EDIZIONE

Vision Broadcast 2025 si è concluso con ottimi risultati, confermando la validità del format scelto e l’interesse crescente del mercato verso soluzioni integrate e innovative. Marco Porro, CEO di Leading Technologies e Allyn, traccia un bilancio della manifestazione e anticipa le novità della prossima edizione.

 

Marco Porro, Vision Broadcast 2025 è al termine. È il momento di fare delle considerazioni, un resoconto.

Siamo arrivati alla conclusione anche di questi due giorni. Devo dire molto soddisfatto. Molto soddisfatto soprattutto per i feedback ricevuti da chi ha partecipato, perché ci ha confermato ancora una volta che il format è quello giusto e ci ha confermato l’interesse al voler approfondire argomenti e soluzioni in maniera tranquilla e con tutto il tempo necessario. È stata sicuramente una seconda edizione migliorativa rispetto alla prima, come è giusto che sia. Una buona affluenza. E soprattutto un’affluenza qualificata e interessata. Quindi devo dire molto soddisfatto.

Migliorativa rispetto all’edizione precedente in che cosa?

Ma innanzitutto le due soluzioni delle sale dedicate, con il workflow completo, uno televisivo e l’altro radiofonico, secondo me hanno dato il loro frutto rispetto ad avere solo dei corner, diciamo così, più ridotti, E questo già è stato un passo avanti. Inoltre, mettendo a posto gli altri corner, in maniera un pochino più mirata, devo dire che il risultato è stato una maggior efficienza e una maggior fruibilità delle tecnologie.

Integrazione da un lato e focalizzazione dall’altro hanno aiutato la comprensione e la focalizzazione del target verso le soluzioni e i prodotti?

Sì. E oltretutto dava anche spazio per poter parlare. Ma la cosa bella è che, dove c’erano le soluzioni, alla fine ho visto che praticamente il visitatore ripercorreva il flusso e seguiva il processo. Quindi, effettivamente, è stata una buona idea.

Cosa ti ha dato maggiore soddisfazione di questa nuova edizione?

Difficile fare una classifica. L’interesse è stato orizzontale, su tutte le tecnologie presenti. Devo dire che partendo da quella che è un po’ anche dalla mia storia (come crescita), grande successo di Stagetec per Allyn. I visitatori sono rimasti molto impressionati dai nuovi prodotti e dal nuovo mixer On Air.

Devo fare una sottolineatura per quanto riguarda SurgeX, perché è un prodotto un po’ fuori da quello che noi consideriamo tecnologia broadcast audio video. Però i sistemi di gestione per ciò che riguarda l’alimentazione, (filtri per i picchi di sovratensione o sottotensione), ma principalmente tutto il nuovo sistema con la possibilità di un controllo remoto e gestione remota delle prese di corrente, danno un aiuto per quanto riguarda i controlli dei consumi e l’accensione apparecchiature, è stato qualcosa che ha interessato in maniera importante tutti. Per proteggere le massime tecnologie ci vogliono anche queste soluzioni.

per l’area televisiva, molto orizzontale, perché si è parlato molto di Panasonic e Imagine Communications. Devo dire veramente un interesse importante proprio sulle soluzione, più che sulla singola tecnologia.

Infine i nuovi Ledwall trasparenti, che hanno generato molto interesse. Tra l’altro per progetti già potenzialmente interessanti nel breve termine. Anche perché possono facilmente integrarsi nelle scenografie televisive, sia in studio che su OB Van per Live Show, per poter visualizzare contenuti video senza oscurare la visibilità. Posso perciò dirmi molto molto soddisfatto.

Ancora una menzione per Fercast; il loro sistema di codec in cloud virtuale si è molto evoluto. Offre la possibilità di gestire e controllare segnali audio e video. E anche in questo caso, si sono aperti potenziali progetti molto interessanti e complessi.

La prossima edizione a questo punto?

Prossima edizione naturalmente l’anno prossimo. Il periodo sarà più o meno lo stesso. Direi che posso affermare che molto probabilmente potrebbe essere a Roma invece che a Monza.

 

Stravolgiamo tutto….

Andiamo anche incontro un po’ alle esigenze di una parte del mercato che fa un pò più fatica a trasferirsi a Milano. E quindi vedremo se iniziare una sorta di alternanza Monza-Roma.

Perché l’idea di fare contemporaneamente nello stesso anno sia Roma che Milano?

Ci stiamo pensando. Sto valutando un attimo la complessità della cosa, nel senso che volendo realizzare, come quest’anno, delle soluzioni funzionanti, bisogna capire se è fattibile a livello di impegno. Però, diciamo che la prima soluzione sarebbe quella: fare due giorni a Monza e due giorni a Roma.

 

LEADING TECHNOLOGIES AL VISION BROADCAST PRESENTA IL NUOVO MEDIA SERVER

In occasione del Vision Broadcast, Leading Technologies ha svelato le potenzialità del suo nuovo Media Server. Si tratta di un sistema destinato a far evolvere il modo in cui professionisti e aziende riproducono, elaborano e gestiscono i contenuti. Valerio Sibilla, responsabile della divisione software dell’azienda, ci ha illustrato le caratteristiche di questa soluzione e i piani di sviluppo che la renderanno sempre più versatile e performante, nel corso del 2026.

 

 

Cosa hai presentato nel tuo corner?

Quest’anno abbiamo presentato un nuovo prodotto, si chiama Media Server. È un prodotto che abbiamo rilasciato a settembre e che subirà nei prossimi mesi una serie di importanti aggiornamenti. Entro fine anno ci sarà una nuova release e di fatto è un media server che consente all’utente di poter leggere qualsiasi tipologia di file video in questa prima versione e di poter controllare la playlist per situazioni di contribuzione e non solo. Nella prossima versione ci sarà anche un modulo di registrazione in vari formati video. Però l’aspetto più importante di questo applicativo è l’evoluzione che avrà nel corso del 2026, cioè l’integrazione con i servizi di terze parti come, per esempio, AWS, Azure o Google Cloud per l’elaborazione dei fotogrammi, dei segnali video e audio acquisiti o, in play attraverso il nostro Media Server.

Quali sono i punti di forza rispetto ad altri prodotti in competizione?

Questa prima versione è un’applicazione che prevede comunque una serie di integrazioni con applicazioni di terze parti che, non tutti gli applicativi hanno built-in; ma soprattutto quello che verrà fatto nel 2026 è una versione web che consentirà di poter controllare l’applicativo all’interno della rete, attraverso una semplice pagina web.

Parlando invece di applicazioni, per quali tipi di utilizzo è maggiormente indicato questo prodotto?

Le applicazioni sono molteplici. Leading Technologies è impegnata in più settori. Può essere di sicuro un applicativo utilizzato nel settore broadcast, ma non solo. Il modulo di playlist può essere utilizzato come sistema di contribuzione video in uno studio, ma in altre situazioni serve, ad esempio, ad alimentare dei videowall, dei ledwall. Viene utilizzato, per esempio, per integrare il sistema ad altri sistemi di gaming o anche semplicemente per gestire delle visualizzazioni di grafica su dei sistemi interattivi. Da qui, appunto, l’integrazione con altri software che abbiamo sviluppato come ad esempio il MAM. Il modulo di registrazione, a maggior ragione, come indicavo, (che ha possibilità di potersi integrare e interfacciare con i sistemi in cloud), può essere utilizzato davvero in tantissimi modi: può riconoscere gli oggetti oppure riconoscere determinate situazioni, elaborare eventualmente il segnale audio e creare in tempo reale i sottotitoli. Quindi i contesti e le modalità di utilizzo sono molteplici.

Quali sono i futuri sviluppi?

Come dicevo, nel 2026 la roadmap prevede di sicuro lo sviluppo del modulo di registrazione, l’integrazione con i servizi di terze parti e poi lo sviluppo dell’interfaccia web.

 

 

ROBBIT: L’ORCHESTRATOR CHE RIVOLUZIONA LE CONTROL ROOM BROADCAST

Durante l’edizione 2025 di Vision Broadcast, abbiamo incontrato Maurizio Bovo che ci ha presentato le novità di Robbit per il settore delle tecnologie broadcast. L’incontro ha offerto spunti interessanti sullo stato dell’arte dei sistemi di gestione per le control room e le soluzioni over IP, che stanno trasformando il panorama della produzione televisiva.

 

 

Maurizio, cosa avete presentato al Vision Broadcast 2025?

Abbiamo presentato i nostri sistemi di gestione e interfacciamento per le control room e i sistemi Over-IP. Principalmente noi gestiamo sistemi di tally, under-monitor e contribution e abbiamo sviluppato da qualche anno un orchestrator che è in grado di gestire un po’ tutte le sorgenti e le contribuzioni, sia per regie fisse che per regie mobili.

Che tipo di riscontro avete avuto a Vision Broadcast?

È stato interessante. Abbiamo potuto far vedere in dettaglio la nostra piattaforma ad alcuni clienti che erano qui all’evento e l’interesse sembra esserci, quindi andiamo avanti.

Avete ricevuto feedback specifici sulle soluzioni?

Sì, alcuni interfacciamenti, per esempio con i mixer Calrec che, era un mixer con cui non avevamo avuto grosse interazioni e che abbiamo messo in linea in mezza giornata.

Cosa pensi del format di Vision Broadcast?

È interessante anche perché mantiene un aspetto informale, però la gente viene volentieri.

Quali sono i prossimi sviluppi per Robbit. Su cosa state lavorando?

Stiamo fortificando l’aspetto dell’Orchestrator e abbiamo anche delle collaborazioni internazionali.

In particolare, se si può dire?

Con la Grecia.

 

 

PIERO RIGOLONE: VISION BROADCAST È UN’OCCASIONE PER LA CRESCITA PROFESSIONALE

In questa intervista esclusiva, Piero Rigolone, responsabile di IndiPlay e collaboratore di RCS Sound Software, condivide le sue impressioni sull’evento, analizza la qualità del pubblico presente e riflette sull’importanza cruciale di momenti di confronto e networking per i professionisti del settore.

 

Cosa ha avuto modo di apprezzare di questo evento e cosa pensa del formato?

Sicuramente è una delle rare occasioni, se non l’unica di questo livello in Italia, e questo è un dato positivo perché negli ultimi anni, direi almeno una decina, personalmente ho sempre sentito la mancanza di fiere specifiche di settore. Nel 2000, veramente poche settimane prima del famoso lockdown, ero al Salone della Radio di Parigi e ho ammirato un mondo anche legato al digital audio che neanche immaginavo. E sono tutti mondi che anche in Italia vanno rappresentati; vuoi con le testate online e vuoi con gli eventi. Quindi con piacere anche quest’anno, come l’anno scorso, ho partecipato a Vision Broadcast. Il livello delle apparecchiature e dei brand è sempre elevato. Nello specifico io ho una collaborazione anche con RCS Sound Software, con cui collaboro per la parte relativa alla comunicazione. Quindi mi ha fatto piacere stare anche con i miei colleghi e vedere una buona varietà di profili di persone interessate a quanto viene presentato appunto a Vision Broadcast.

Parliamo del target, della qualità del target di questo evento.

Per quello che ho visto nella sola giornata di oggi, mi è sembrato qualificato ed elevato. C’era anche una nutrita componente, (proprio nella stanza dove esponevamo come RCS), di una primaria rete nazionale. Per cui, tenere alta l’asticella, a sua volta ritaglia l’interesse del pubblico che quella qualità apprezza.

Sottolineo poi, (per una mia, chiamala pure deformazione professionale, forse molto tesa anche alla divulgazione, al networking), secondo me l’importanza di questi eventi. Io stesso cerco di organizzarne ogni tanto sia online che fisici, perché manca o comunque è proficuo che ci sia un confronto anche tra professionisti e non solo tra professionisti e aziende. E queste sono quelle occasioni. Vieni magari qua con l’idea di vedere un Expo, però nel frattempo crei anche relazioni, trovi nuovi spunti, apri collaborazioni, quindi è un giudizio senz’altro positivo.

 

 

CAIMI BREVETTI: INNOVAZIONE ACUSTICA PER LA PRODUZIONE AUDIOVISIVA

Stefano Bellesso, direttore commerciale della Caimi, ha presenta il nuovo sistema sospeso fonoassorbente che coniuga funzionalità acustica, design ed elettrificazione in un’unica soluzione modulare

 

Cosa avete presentato al Vision Broadcast?

Abbiamo presentato un sistema innovativo sospeso che nasce dal concetto di un particolare binario in alluminio, a tre strati, che si può sospendere a soffitto al posto del classico controsoffitto. L’innovazione consiste nel poter avere tre strati: nella parte superiore ci appendiamo con un cavo a soffitto; nella parte centrale inseriamo un elemento elettrificabile, per agganciare i fari; mentre nella parte sottostante inseriamo tutto quello che è la parte legata ai sistemi fonoassorbenti, che possono essere pannelli, tendaggi, elementi un po’ più, tra virgolette, grezzi, un po’ meno disegnati, e quindi andiamo a ridurre il concetto del riverbero all’interno degli ambienti.

Abbiamo quindi presentato questo sistema innovativo che va ad affiancarsi al classico e tradizionale sistema a pannelli fonoassorbenti, che si possono utilizzare in diverse applicazioni: a parete piuttosto che a soffitto. Sono degli elementi decorativi, ma soprattutto funzionali. Di conseguenza, migliorano l’acustica all’interno dello studio.

Che tipo di riscontro avete avuto da un target come quello della produzione audiovisiva e della produzione broadcast?

Abbiamo ricevuto un riscontro molto importante perché comunque sono questi degli elementi che necessitano per avere un miglior ascolto all’interno dello spazio. Di conseguenza lo studio funziona meglio quando viene corretto con un sistema di questo genere. Quindi il riscontro è stato molto, molto interessante. Soprattutto per televisioni e radio.

Per il format Vision Broadcast cosa hai avuto modo di apprezzare maggiormente?

Ho avuto modo di apprezzare maggiormente determinati contesti in ambito radio e in ambito TV, dove il nostro prodotto si colloca in maniera molto congeniale; sempre con l’attenzione utile per risolvere un problema di acustica all’interno dell’ambiente. Senza voler sminuire quello che è l’effetto legato all’estetica e al design. Comunque, anche l’occhio vuole la sua parte.

 

 

GIORGIO PRATTELLA: “IL NUOVO MIXER STAGETEC MOSTRA UN APPROCCIO INTELLIGENTE”

Il direttore tecnico di Radio Deejay ha espresso particolare interesse per il mixer radiofonico On Air del marchio tedesco, sia per le soluzioni innovative già implementate, sia per quelle previste o già in fase di sviluppo. Giorgio Pratella ha condiviso con noi anche le sue impressioni sulla manifestazione.

 

 

Quali sono i prodotti che ti hanno colpito maggiormente in questa occasione?

Ho visto la parte connettori e ho visto invece con grande piacere, era stato annunciato alle riviste, il mixer radiofonico On Air di Stagetec che, nonostante sia ancora in fase di sviluppo, sembra essere molto interessante.

Quali sono le caratteristiche che ti hanno colpito di più e qual è la filosofia del progetto che hai avuto modo di individuare?

Mi ha colpito tantissimo la parte di acquisizione, molto intelligente. Si possono fare già delle sovrapposizioni di segnali e farli uscire dalla stessa stage box senza transitare per il sistema. Hai la possibilità di fare gli ascolti su ogni in/out direttamente dall’acquisitore. La parte fisica, che avrà in mano il regista audio, sembra molto interessante. Aspettiamo poi lo sviluppo della parte software: se seguirà le aspettative che dà visivamente, sembra essere un prodotto potenzialmente molto interessante. Stagetec d’altro canto ha una storia importante. Stiamo parlando di un marchio di una certa caratura.

Hai avuto modo di vedere altri prodotti interessanti?

Ho visto i connettori, che sono top. Ho visto un’altra azienda sempre nella stessa area che ha sviluppato delle ciabatte elettriche intelligenti. Anche questo trovo sia un prodotto molto interessante. Da capire meglio e soprattutto capire la parte dei costi. Potrebbe avere uno sviluppo interessante.

Cosa ne pensi di Vision Broadcast come evento? Cosa miglioreresti o cosa apprezzi di più?

Guarda, è sicuramente una cosa molto interessante. Perché c’è anche la parte acustica, la parte televisiva che, in qualche modo, fa parte della radio anche quella. Quindi è molto importante venire qua perché trovi un mondo. Questo mi piace molto. Migliorare? direi che di marchi ce ne sono abbastanza. Mi sembra che ormai coprano tutti gli aspetti dell’audio. Quindi direi bene così.

 

 

IMAGINE COMMUNICATIONS: SOLUZIONI INTEGRATE PER IL FUTURO DELL’IP

Innovazione end-to-end nella produzione broadcast: dalla rete IP 2110 al monitoraggio intelligente. Al Vision Broadcast, Imagine Communications ha presentato un approccio innovativo, dimostrando come le tecnologie IP possano integrarsi perfettamente in un workflow completo. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Mariani, che ci ha illustrato le novità presentate durante l’evento e l’architettura della soluzione integrata, dimostrata in questa occasione.

Cosa avete presentato in questa occasione al Vision Broadcast Leading?

Abbiamo presentato come novità per il pubblico italiano i prodotti che abbiamo già introdotto all’IBC di Amsterdam recentemente. In particolare, l’SNP-XS, ossia il modello più piccolo della piattaforma di processing video SNP che tutti conoscono. Poi abbiamo presentato le novità sulla linea Magellan Control System e infine, un nuovo prodotto che si chiama IMS-Imagine Monitoring Solution, un sistema di monitoraggio per reti video molto complesse.

Però forse va detto che voi non avete presentato in realtà dei prodotti, ma una soluzione integrata end-to-end che dimostrava tutto un workflow completo.

Esatto. Abbiamo costruito una demo dove le nostre soluzioni sono alla base di una grossa rete video IP 2110, che comprende i nostri prodotti, ma anche prodotti di terze parti. Per ciò che riguarda i nostri prodotti abbiamo appunto l’SNP, che fa da multiviewer, da master control e da convertitore. La soluzione IMS che fa la monitoria di tutto il sistema. Per le terze parti invece, le camere e il mixer di Panasonic, il mixer audio Calrec; ma anche i device AJA e Matrox, per generare flussi video e altre parti che formano una grossa rete IP. Il tutto coordinato dalla nostra soluzione.

Cosa va quindi evidenziato per questo appuntamento del Vision Broadcast?

Secondo me è venuta molto bene questa demo che abbiamo strutturato, perché abbiamo costruito una piccola televisione, utilizzando tutti i mattoncini di base che ha ogni broadcaster: dal mixer video, alla matrice, al master control, al mixer audio e tutti i vari componenti. Siamo riusciti a realizzare il tutto in un tempo molto ridotto e all’interno di questo ambiente.

 

 

NETGEAR A VISION BROADCAST: SWITCH PRECONFIGURATI PER SEMPLIFICARE IL BROADCAST SU IP

NETGEAR continua a rafforzare la sua presenza nel mercato del broadcast professionale con soluzioni AV-over-IP sempre più accessibili e intuitive. Al Vision Broadcast, abbiamo incontrato Salvio Celotto di NETGEAR per parlare delle ultime novità presentate dall’azienda e della crescente diffusione del protocollo SMPTE ST 2110 nel settore della produzione e delivery broadcast.

Cosa avete presentato al Vision Broadcast?

Abbiamo presentato le nostre soluzioni per il broadcast su IP, parlando di switch che permettono di gestire tutto il traffico relativo al protocollo ST 2110. Il concetto fondamentale è che abbiamo precaricato sui nostri switch il profilo e la configurazione relativa al protocollo ST 2110, e quindi semplificato in maniera estrema il processo di installazione all’interno di un’infrastruttura di broadcast.

Cosa è stato maggiormente apprezzato dai visitatori?

In questo caso è stata apprezzata molto la semplicità di utilizzo. Spesso chi opera in questo settore magari potrebbe avere delle limitate competenze specificatamente di rete. Quindi, il fatto che gli switch sono pre-configurati in fabbrica è stato molto apprezzato, perché evita tutti quelli che sono i possibili errori di configurazione in fase di installazione e setup.

Per quella che è la tua esperienza, qual è il livello culturale per ciò che riguarda l’IP e lo standard ST 2110 nel nostro settore?

Il livello è alto. Il mercato va in quella direzione. Da parte nostra e da parte degli operatori del settore è indispensabile comunque continuare a fare formazione, training e a dare tutte le informazioni che servono a chi poi deve mettere in campo queste soluzioni, per configurarle e installarle correttamente.

La tua considerazione sul Vision Broadcast?

È un evento che in Italia effettivamente mancava. Va a coprire una fascia di mercato che oggi non è stata coperta da nessun altro evento. Quindi un plauso a Leading per l’organizzazione e per la quantità anche di operatori che è riuscita a invitare all’evento.

Qual è il plus di questo format?

Il plus di questo format, (visto da un punto di vista del vendor), è la possibilità di incontrare tante realtà a livello nazionale, per poter appunto divulgare il verbo.

Ma rispetto a un evento tipo IBC o NAB, quali sono le differenze che apprezzi?

Beh, il fatto di avere dimensioni più ridotte è sicuramente molto più familiare. Questo aiuta notevolmente nella creazione della relazione con il cliente o con il potenziale cliente.

Cambiano anche i tempi e i ritmi del confronto, probabilmente.

Sicuramente. IBC, NAB sono eventi di una dimensione molto grande. Questo implica che spesso il tempo per poter parlare con il cliente, (ma anche per il cliente per poter parlare con il vendor), è ridotto perché magari nello stesso contesto ne deve incontrare molti. Forse troppi.

 

 

SIMONE PRIORI ANALIZZA LE NUOVE FRONTIERE DELL’AUDIO NEL BROADCAST

Al Vision Broadcast, il responsabile della Direzione Tecnologie RAI ha esplorato le ultime soluzioni audio professionali, evidenziando l’evoluzione verso architetture IP-based e superfici di controllo compatte. Focus su Calrec e Stagetec: due filosofie complementari per rispondere alle sfide del broadcasting moderno.

Simone Priori – RAI

Cosa pensi del format Vision Broadcast? Qual è il plus?

Il format è molto interessante perché permette di entrare direttamente in contatto sia con i brand distribuiti da Leading, sia con altri colleghi del settore. È molto utile sia per scoprire le nuove offerte del mercato che per interfacciarsi e sviluppare un networking efficace con altri professionisti.

I prodotti più interessanti che hai avuto modo di apprezzare?

Occupandomi della parte audio, ho trovato particolarmente interessanti i mixer audio della Calrec, che è un prodotto comunque già ampiamente diffuso e distribuito da Leading e che è molto interessante per la sua flessibilità. Anche i prodotti della Stagetec che hanno introdotto sembrano essere molto interessanti, in quanto si inseriscono in una nicchia diversa rispetto all’altro mixer audio, risultando comunque interessanti per determinate applicazioni sia in ambito radiofonico che in situazioni in ambito televisivo.

Per Stagetec, quali sono secondo te i plus fondamentali del progetto e della filosofia del prodotto?

Sicuramente la proiezione verso l’innovazione, quindi un’architettura più IP-based che rende il sistema innovativo e molto flessibile. Inoltre, la dimensione della superficie e quindi il contesto in cui si inserisce è molto interessante, perché permette di utilizzare le grandi potenzialità di quell’apparato anche in situazioni con ridotto spazio a disposizione. La vedo come un’opzione molto interessante.

La filosofia del progetto Calrec invece, per ciò che riguarda Argo M?

Uno dei plus interessanti della filosofia Calrec riguarda le potenzialità che dà l’apparato, poiché per come è costruita l’interfaccia sia hardware che software del sistema, lo rendono molto personalizzabile e quindi adattabile alle esigenze degli operatori.

Il format Vision Broadcast pensi che possa avere altri ulteriori upgrade per renderlo ancora più funzionale alle esigenze di voi utilizzatori, o pensi che questa formula possa essere già sufficientemente valida?

La ritengo già particolarmente valida, onestamente, proprio per le motivazioni che ho già elencato in precedenza. Sinceramente non mi sento di consigliare ulteriori upgrade perché l’ho trovata già molto efficace.

 

 

RTL 102.5: LED, NUOVE PTZ E INNOVAZIONE AL VISION BROADCAST

STEFANO PRETONI: LED TRASPARENTI, NUOVE PTZ E INNOVAZIONE AL VISION BROADCAST 2025

Stefano Pretoni, Direttore Bassa Frequenza di RTL 102.5, ci racconta le novità tecnologiche su cui l’emittente sta investendo: dai pannelli LED trasparenti per il truck mobile, alle camere PTZ Panasonic, fino al rinnovo del sistema di playout. Un’infrastruttura in continua evoluzione per gestire nove canali e una presenza sempre più capillare sul territorio.

Stefano, Vision Broadcast 2025: che cosa hai visto di interessante? Cosa ti ha maggiormente attratto?

In questo momento storico siamo interessati alla parte LED per i nostri studi e soprattutto per il nostro mezzo mobile. Stiamo valutando l’adozione di un sistema di LED trasparente da applicare alla vetrata del nostro truck per veicolare i nostri contenuti, sponsor, grafica in contesti esterni, quali Sanremo o le dirette estive che facciamo dalle varie location estive, dove ci trasferiamo in estate. Quindi la tecnologia adesso di questi pannelli LED trasparenti consente, con elementi super leggeri, di applicare a vetri o, pannelli in policarbonato questi LED e di gestirli in maniera molto semplice. Sono venuto qua per approfondire questi temi. Poi sono sempre interessato al tema delle camere, soprattutto le PTZ di Panasonic, per cui ho approfittato con Alessandro Pateri di fare un refresh sulle ultime novità.

Nello specifico, che cosa hai avuto modo di valutare in questo caso?

Nello specifico stavo valutando la camera AW-HE145 di Panasonic che è un’ottima camera con sensore Full HD, non 4K, che per il nostro utilizzo potrebbe essere adatta e con un costo nettamente inferiore alla sorella maggiore, che però non sfrutteremo in questo momento. Quindi stiamo facendo una valutazione perché abbiamo dei sistemi PTZ di Panasonic già da diversi anni e prima o poi dovremmo fare un cambio, un rinnovo tecnologico. Per cui stiamo valutando e ci stiamo i vari prodotti. Con Panasonic ci siamo trovati benissimo e quindi probabilmente sarà la strada che seguiremo anche in futuro. Tra l’altro li utilizziamo anche sui sistemi di Tecnopoint con grande soddisfazione.

Per Tecnopoint che tipo di sistema utilizzate?

Abbiamo il sistema Tuning con due binari da 15 metri con colonna e un binario, un dolly, senza colonna, che utilizziamo regolarmente nel nostro studio principale di RTL 102.5.

Una sintesi della struttura produttiva di RTL 102.5 tra Cologno, Roma…

Negli anni la nostra infrastruttura è cresciuta molto, si è complicata, nel senso che abbiamo aggiunto il numero di canali, abbiamo aggiunto un numero di studi. Per cui attualmente gestiamo l’emissione di nove canali, abbiamo studi a Milano e Roma e facciamo una marea di attività sul territorio. Seguiamo un sacco di eventi con il nostro mezzo mobile e non solo. Quest’anno si è aggiunto il Festival del Cinema di Venezia che è una partnership nuova iniziata proprio quest’anno, alle tante che abbiamo già in essere. È positivo perché stiamo crescendo, stiamo andando avanti, nonostante il mondo della radio abbia, dopo il Covid, subito un rallentamento. Noi stiamo lavorando su tanti progetti, stiamo facendo tante attività, per cui siamo soddisfatti di come stanno andando le cose.

Prossimi sviluppi, investimenti, progetti?

Stiamo lavorando sul rinnovo del nostro playout basato su David System e stiamo partendo proprio adesso con l’upgrade di tutto il sistema, di tutte le emittenti. È un progetto che porterà via circa un anno, per cui ci stiamo impegnando molto anche su questo fronte.

 

 

FUJIFILM GFX ETERNA 55: IL DEBUTTO ITALIANO AL CINEMA ROUTE65 DI ROMA

La nuova cinecamera medio formato di Fujifilm fa il suo ingresso ufficiale nel mercato italiano, raccogliendo feedback positivi dalla comunità dei direttori della fotografia. Al Cinema Rot 65 di Roma, organizzato da Adcom e Dante Checkin, si è tenuta la prima uscita ufficiale della FUJIFILM GFX ETERNA 55 in Italia, riscuotendo un notevole successo. Abbiamo intervistato Francesco Spisti di Fujifilm per approfondire le caratteristiche di questa nuova cinecamera con sensore medio formato e raccogliere le prime impressioni dal mercato italiano.

Questa è la prima volta che la GFX ETERNA 55 viene presentata ufficialmente in Italia. Quali sono le caratteristiche più importanti di questo incredibile prodotto?

Confermo che è la prima volta che presentiamo questa nuova camera GFX ETERNA 55 di Fujifilm all’interno del mercato italiano e per noi è un grande privilegio essere qui al Cinema Rot 65, organizzato dal nostro partner Adcom e da Dante Checkin. Abbiamo qui la nostra prima cinecamera che eredita il sensore della GFX100 II, ovvero il nostro medio formato fotografico, che fa sì di avere un sensore molto più grande rispetto al full frame. Parliamo di circa 1,7 volte rispetto a un sensore full frame da 35 mm.

La cosa importante è che si tratta di una camera basata sul sensore della GFX100 II, quindi un 44×33 mm con una diagonale di 55 mm. Cosa vuol dire? Vuol dire che si affaccia a un mercato del Large Format, ovvero un mercato che tende al 65 mm. Non possiamo dire che è una 65 mm semplicemente perché la diagonale, non essendo 16:9 ma ereditata dalla parte fotografica (quindi 4:3), è di 55 mm. Questo fa sì di avere un formato comunque un po più stretto dal punto di vista laterale, ma dal punto di vista dell’altezza del sensore, il più grande e più alto sul mercato cinematografico.

Come caratteristiche, abbiamo in primis il GF Mount, quindi la compatibilità con tutte le nostre ottiche fotografiche GF della serie GFX. In dotazione con la camera arriva anche un PL Mount che permette di utilizzare tutte le ottiche nell’ambito cinematografico: a partire da quelle del medio formato (parliamo anche di ottiche fatte per il medio formato fotografico con rehousing, quindi adattate a un PL) che vanno a coprire l’intero formato del sensore. Oltre a questo ci sono le ottiche per il Large Format, ovvero quelle che abbiamo nel range Premista, per poi andare sul 35 mm (quindi quelle per il full frame), le anamorfiche – dove ho la possibilità di controllare in macchina lo squeeze direttamente dal menù – e infine il Super 35.

Questo fa sì che questa camera sia molto versatile: è una camera molto compatta che permette di avere una configurazione anche da portare a spalla. Ho un sensore molto grande rispetto al full frame, ma al tempo stesso ho la possibilità di montare numerose tipologie di ottiche, arrivando a risoluzioni fino a 8K o con la possibilità di un 4K in 4:3 Open Gate, quindi utilizzare l’intero sensore della camera per shooting cinematografici.

Oggi è stata anche l’occasione per avere i primi feedback dai direttori della fotografia e dagli operatori italiani qui a Roma. Che tipo di riscontro, che tipo di osservazioni avete registrato?

Sicuramente la camera è stata molto apprezzata, anche per il fatto che l’entrata nel mercato di questa camera – presentata a IBC – ha portato con sé un’ottica da abbinare, che è il nostro GF32-90mm T3.5. È un’ottica che eredita le caratteristiche del Large Format Premista che abbiamo attualmente nel range, ma al tempo stesso ha costi molto più contenuti e anche un ingombro ridotto, permettendo di comporre un kit camera e ottica a un prezzo molto più abbordabile rispetto a tante altre macchine sul mercato.

Oggi avete mostrato delle sequenze di un film girato da Mauro Fiore in Calabria, in Sila, che sarà poi proiettato a Camerimage in Polonia a novembre. Cosa ci puoi dire di questa produzione?

Per noi è stato importante realizzare diversi filmati prima dell’uscita di questa camera. Principalmente sono filmati che abbiamo realizzato con i nostri direttori della fotografia, con cui collaboriamo quotidianamente da tempo, sia in ambito ottiche – perché lavoriamo con i nostri range di ottiche cinematografiche, quindi le Cabrio, le Premista – sia con le ottiche fotografiche. Ricordiamo sempre che anche le nostre macchine fotografiche, che possono essere una X-H2S della Serie X o una GFX100 II, sono comunque macchine fotografiche con diverse peculiarità video che permettono di essere utilizzate con un PL Mount e di montare ottiche cinematografiche tradizionali.

Questo fa sì che, pian piano, ci stiamo inserendo in questo mercato di riferimento composto da molti player ben noti, e stiamo avendo notevoli riscontri positivi. Questo ci permette di collaborare con direttori della fotografia che conoscevamo solamente in ambito ottico – perché utilizzavano le nostre ottiche montate su altre camere del mercato – per avere anche feedback da parte loro.

Uno di questi è appunto Mauro Fiore, che ricordiamo essere vincitore dell’Oscar per Avatar….

Assolutamente. E che con noi ha collaborato, essendo un italoamericano basato negli Stati Uniti, in altre produzioni in precedenza utilizzando le nostre ottiche.