Home Blog Pagina 3

PIERO RIGOLONE: VISION BROADCAST È UN’OCCASIONE PER LA CRESCITA PROFESSIONALE

In questa intervista esclusiva, Piero Rigolone, responsabile di IndiPlay e collaboratore di RCS Sound Software, condivide le sue impressioni sull’evento, analizza la qualità del pubblico presente e riflette sull’importanza cruciale di momenti di confronto e networking per i professionisti del settore.

 

Cosa ha avuto modo di apprezzare di questo evento e cosa pensa del formato?

Sicuramente è una delle rare occasioni, se non l’unica di questo livello in Italia, e questo è un dato positivo perché negli ultimi anni, direi almeno una decina, personalmente ho sempre sentito la mancanza di fiere specifiche di settore. Nel 2000, veramente poche settimane prima del famoso lockdown, ero al Salone della Radio di Parigi e ho ammirato un mondo anche legato al digital audio che neanche immaginavo. E sono tutti mondi che anche in Italia vanno rappresentati; vuoi con le testate online e vuoi con gli eventi. Quindi con piacere anche quest’anno, come l’anno scorso, ho partecipato a Vision Broadcast. Il livello delle apparecchiature e dei brand è sempre elevato. Nello specifico io ho una collaborazione anche con RCS Sound Software, con cui collaboro per la parte relativa alla comunicazione. Quindi mi ha fatto piacere stare anche con i miei colleghi e vedere una buona varietà di profili di persone interessate a quanto viene presentato appunto a Vision Broadcast.

Parliamo del target, della qualità del target di questo evento.

Per quello che ho visto nella sola giornata di oggi, mi è sembrato qualificato ed elevato. C’era anche una nutrita componente, (proprio nella stanza dove esponevamo come RCS), di una primaria rete nazionale. Per cui, tenere alta l’asticella, a sua volta ritaglia l’interesse del pubblico che quella qualità apprezza.

Sottolineo poi, (per una mia, chiamala pure deformazione professionale, forse molto tesa anche alla divulgazione, al networking), secondo me l’importanza di questi eventi. Io stesso cerco di organizzarne ogni tanto sia online che fisici, perché manca o comunque è proficuo che ci sia un confronto anche tra professionisti e non solo tra professionisti e aziende. E queste sono quelle occasioni. Vieni magari qua con l’idea di vedere un Expo, però nel frattempo crei anche relazioni, trovi nuovi spunti, apri collaborazioni, quindi è un giudizio senz’altro positivo.

 

CAIMI BREVETTI: INNOVAZIONE ACUSTICA PER LA PRODUZIONE AUDIOVISIVA

Stefano Bellesso, direttore commerciale della Caimi, ha presenta il nuovo sistema sospeso fonoassorbente che coniuga funzionalità acustica, design ed elettrificazione in un’unica soluzione modulare

 

Cosa avete presentato al Vision Broadcast?

Abbiamo presentato un sistema innovativo sospeso che nasce dal concetto di un particolare binario in alluminio, a tre strati, che si può sospendere a soffitto al posto del classico controsoffitto. L’innovazione consiste nel poter avere tre strati: nella parte superiore ci appendiamo con un cavo a soffitto; nella parte centrale inseriamo un elemento elettrificabile, per agganciare i fari; mentre nella parte sottostante inseriamo tutto quello che è la parte legata ai sistemi fonoassorbenti, che possono essere pannelli, tendaggi, elementi un po’ più, tra virgolette, grezzi, un po’ meno disegnati, e quindi andiamo a ridurre il concetto del riverbero all’interno degli ambienti.

Abbiamo quindi presentato questo sistema innovativo che va ad affiancarsi al classico e tradizionale sistema a pannelli fonoassorbenti, che si possono utilizzare in diverse applicazioni: a parete piuttosto che a soffitto. Sono degli elementi decorativi, ma soprattutto funzionali. Di conseguenza, migliorano l’acustica all’interno dello studio.

Che tipo di riscontro avete avuto da un target come quello della produzione audiovisiva e della produzione broadcast?

Abbiamo ricevuto un riscontro molto importante perché comunque sono questi degli elementi che necessitano per avere un miglior ascolto all’interno dello spazio. Di conseguenza lo studio funziona meglio quando viene corretto con un sistema di questo genere. Quindi il riscontro è stato molto, molto interessante. Soprattutto per televisioni e radio.

Per il format Vision Broadcast cosa hai avuto modo di apprezzare maggiormente?

Ho avuto modo di apprezzare maggiormente determinati contesti in ambito radio e in ambito TV, dove il nostro prodotto si colloca in maniera molto congeniale; sempre con l’attenzione utile per risolvere un problema di acustica all’interno dell’ambiente. Senza voler sminuire quello che è l’effetto legato all’estetica e al design. Comunque, anche l’occhio vuole la sua parte.

 

GIORGIO PRATTELLA: “IL NUOVO MIXER STAGETEC MOSTRA UN APPROCCIO INTELLIGENTE”

Il direttore tecnico di Radio Deejay ha espresso particolare interesse per il mixer radiofonico On Air del marchio tedesco, sia per le soluzioni innovative già implementate, sia per quelle previste o già in fase di sviluppo. Giorgio Pratella ha condiviso con noi anche le sue impressioni sulla manifestazione.

 

 

Quali sono i prodotti che ti hanno colpito maggiormente in questa occasione?

Ho visto la parte connettori e ho visto invece con grande piacere, era stato annunciato alle riviste, il mixer radiofonico On Air di Stagetec che, nonostante sia ancora in fase di sviluppo, sembra essere molto interessante.

Quali sono le caratteristiche che ti hanno colpito di più e qual è la filosofia del progetto che hai avuto modo di individuare?

Mi ha colpito tantissimo la parte di acquisizione, molto intelligente. Si possono fare già delle sovrapposizioni di segnali e farli uscire dalla stessa stage box senza transitare per il sistema. Hai la possibilità di fare gli ascolti su ogni in/out direttamente dall’acquisitore. La parte fisica, che avrà in mano il regista audio, sembra molto interessante. Aspettiamo poi lo sviluppo della parte software: se seguirà le aspettative che dà visivamente, sembra essere un prodotto potenzialmente molto interessante. Stagetec d’altro canto ha una storia importante. Stiamo parlando di un marchio di una certa caratura.

Hai avuto modo di vedere altri prodotti interessanti?

Ho visto i connettori, che sono top. Ho visto un’altra azienda sempre nella stessa area che ha sviluppato delle ciabatte elettriche intelligenti. Anche questo trovo sia un prodotto molto interessante. Da capire meglio e soprattutto capire la parte dei costi. Potrebbe avere uno sviluppo interessante.

Cosa ne pensi di Vision Broadcast come evento? Cosa miglioreresti o cosa apprezzi di più?

Guarda, è sicuramente una cosa molto interessante. Perché c’è anche la parte acustica, la parte televisiva che, in qualche modo, fa parte della radio anche quella. Quindi è molto importante venire qua perché trovi un mondo. Questo mi piace molto. Migliorare? direi che di marchi ce ne sono abbastanza. Mi sembra che ormai coprano tutti gli aspetti dell’audio. Quindi direi bene così.

 

IMAGINE COMMUNICATIONS: SOLUZIONI INTEGRATE PER IL FUTURO DELL’IP

Innovazione end-to-end nella produzione broadcast: dalla rete IP 2110 al monitoraggio intelligente. Al Vision Broadcast, Imagine Communications ha presentato un approccio innovativo, dimostrando come le tecnologie IP possano integrarsi perfettamente in un workflow completo. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Mariani, che ci ha illustrato le novità presentate durante l’evento e l’architettura della soluzione integrata, dimostrata in questa occasione.

Cosa avete presentato in questa occasione al Vision Broadcast Leading?

Abbiamo presentato come novità per il pubblico italiano i prodotti che abbiamo già introdotto all’IBC di Amsterdam recentemente. In particolare, l’SNP-XS, ossia il modello più piccolo della piattaforma di processing video SNP che tutti conoscono. Poi abbiamo presentato le novità sulla linea Magellan Control System e infine, un nuovo prodotto che si chiama IMS-Imagine Monitoring Solution, un sistema di monitoraggio per reti video molto complesse.

Però forse va detto che voi non avete presentato in realtà dei prodotti, ma una soluzione integrata end-to-end che dimostrava tutto un workflow completo.

Esatto. Abbiamo costruito una demo dove le nostre soluzioni sono alla base di una grossa rete video IP 2110, che comprende i nostri prodotti, ma anche prodotti di terze parti. Per ciò che riguarda i nostri prodotti abbiamo appunto l’SNP, che fa da multiviewer, da master control e da convertitore. La soluzione IMS che fa la monitoria di tutto il sistema. Per le terze parti invece, le camere e il mixer di Panasonic, il mixer audio Calrec; ma anche i device AJA e Matrox, per generare flussi video e altre parti che formano una grossa rete IP. Il tutto coordinato dalla nostra soluzione.

Cosa va quindi evidenziato per questo appuntamento del Vision Broadcast?

Secondo me è venuta molto bene questa demo che abbiamo strutturato, perché abbiamo costruito una piccola televisione, utilizzando tutti i mattoncini di base che ha ogni broadcaster: dal mixer video, alla matrice, al master control, al mixer audio e tutti i vari componenti. Siamo riusciti a realizzare il tutto in un tempo molto ridotto e all’interno di questo ambiente.

 

NETGEAR A VISION BROADCAST: SWITCH PRECONFIGURATI PER SEMPLIFICARE IL BROADCAST SU IP

NETGEAR continua a rafforzare la sua presenza nel mercato del broadcast professionale con soluzioni AV-over-IP sempre più accessibili e intuitive. Al Vision Broadcast, abbiamo incontrato Salvio Celotto di NETGEAR per parlare delle ultime novità presentate dall’azienda e della crescente diffusione del protocollo SMPTE ST 2110 nel settore della produzione e delivery broadcast.

Cosa avete presentato al Vision Broadcast?

Abbiamo presentato le nostre soluzioni per il broadcast su IP, parlando di switch che permettono di gestire tutto il traffico relativo al protocollo ST 2110. Il concetto fondamentale è che abbiamo precaricato sui nostri switch il profilo e la configurazione relativa al protocollo ST 2110, e quindi semplificato in maniera estrema il processo di installazione all’interno di un’infrastruttura di broadcast.

Cosa è stato maggiormente apprezzato dai visitatori?

In questo caso è stata apprezzata molto la semplicità di utilizzo. Spesso chi opera in questo settore magari potrebbe avere delle limitate competenze specificatamente di rete. Quindi, il fatto che gli switch sono pre-configurati in fabbrica è stato molto apprezzato, perché evita tutti quelli che sono i possibili errori di configurazione in fase di installazione e setup.

Per quella che è la tua esperienza, qual è il livello culturale per ciò che riguarda l’IP e lo standard ST 2110 nel nostro settore?

Il livello è alto. Il mercato va in quella direzione. Da parte nostra e da parte degli operatori del settore è indispensabile comunque continuare a fare formazione, training e a dare tutte le informazioni che servono a chi poi deve mettere in campo queste soluzioni, per configurarle e installarle correttamente.

La tua considerazione sul Vision Broadcast?

È un evento che in Italia effettivamente mancava. Va a coprire una fascia di mercato che oggi non è stata coperta da nessun altro evento. Quindi un plauso a Leading per l’organizzazione e per la quantità anche di operatori che è riuscita a invitare all’evento.

Qual è il plus di questo format?

Il plus di questo format, (visto da un punto di vista del vendor), è la possibilità di incontrare tante realtà a livello nazionale, per poter appunto divulgare il verbo.

Ma rispetto a un evento tipo IBC o NAB, quali sono le differenze che apprezzi?

Beh, il fatto di avere dimensioni più ridotte è sicuramente molto più familiare. Questo aiuta notevolmente nella creazione della relazione con il cliente o con il potenziale cliente.

Cambiano anche i tempi e i ritmi del confronto, probabilmente.

Sicuramente. IBC, NAB sono eventi di una dimensione molto grande. Questo implica che spesso il tempo per poter parlare con il cliente, (ma anche per il cliente per poter parlare con il vendor), è ridotto perché magari nello stesso contesto ne deve incontrare molti. Forse troppi.

 

SIMONE PRIORI ANALIZZA LE NUOVE FRONTIERE DELL’AUDIO NEL BROADCAST

Al Vision Broadcast, il responsabile della Direzione Tecnologie RAI ha esplorato le ultime soluzioni audio professionali, evidenziando l’evoluzione verso architetture IP-based e superfici di controllo compatte. Focus su Calrec e Stagetec: due filosofie complementari per rispondere alle sfide del broadcasting moderno.

Simone Priori – RAI

Cosa pensi del format Vision Broadcast? Qual è il plus?

Il format è molto interessante perché permette di entrare direttamente in contatto sia con i brand distribuiti da Leading, sia con altri colleghi del settore. È molto utile sia per scoprire le nuove offerte del mercato che per interfacciarsi e sviluppare un networking efficace con altri professionisti.

I prodotti più interessanti che hai avuto modo di apprezzare?

Occupandomi della parte audio, ho trovato particolarmente interessanti i mixer audio della Calrec, che è un prodotto comunque già ampiamente diffuso e distribuito da Leading e che è molto interessante per la sua flessibilità. Anche i prodotti della Stagetec che hanno introdotto sembrano essere molto interessanti, in quanto si inseriscono in una nicchia diversa rispetto all’altro mixer audio, risultando comunque interessanti per determinate applicazioni sia in ambito radiofonico che in situazioni in ambito televisivo.

Per Stagetec, quali sono secondo te i plus fondamentali del progetto e della filosofia del prodotto?

Sicuramente la proiezione verso l’innovazione, quindi un’architettura più IP-based che rende il sistema innovativo e molto flessibile. Inoltre, la dimensione della superficie e quindi il contesto in cui si inserisce è molto interessante, perché permette di utilizzare le grandi potenzialità di quell’apparato anche in situazioni con ridotto spazio a disposizione. La vedo come un’opzione molto interessante.

La filosofia del progetto Calrec invece, per ciò che riguarda Argo M?

Uno dei plus interessanti della filosofia Calrec riguarda le potenzialità che dà l’apparato, poiché per come è costruita l’interfaccia sia hardware che software del sistema, lo rendono molto personalizzabile e quindi adattabile alle esigenze degli operatori.

Il format Vision Broadcast pensi che possa avere altri ulteriori upgrade per renderlo ancora più funzionale alle esigenze di voi utilizzatori, o pensi che questa formula possa essere già sufficientemente valida?

La ritengo già particolarmente valida, onestamente, proprio per le motivazioni che ho già elencato in precedenza. Sinceramente non mi sento di consigliare ulteriori upgrade perché l’ho trovata già molto efficace.

 

RTL 102.5: LED, NUOVE PTZ E INNOVAZIONE AL VISION BROADCAST

STEFANO PRETONI: LED TRASPARENTI, NUOVE PTZ E INNOVAZIONE AL VISION BROADCAST 2025

Stefano Pretoni, Direttore Bassa Frequenza di RTL 102.5, ci racconta le novità tecnologiche su cui l’emittente sta investendo: dai pannelli LED trasparenti per il truck mobile, alle camere PTZ Panasonic, fino al rinnovo del sistema di playout. Un’infrastruttura in continua evoluzione per gestire nove canali e una presenza sempre più capillare sul territorio.

Stefano, Vision Broadcast 2025: che cosa hai visto di interessante? Cosa ti ha maggiormente attratto?

In questo momento storico siamo interessati alla parte LED per i nostri studi e soprattutto per il nostro mezzo mobile. Stiamo valutando l’adozione di un sistema di LED trasparente da applicare alla vetrata del nostro truck per veicolare i nostri contenuti, sponsor, grafica in contesti esterni, quali Sanremo o le dirette estive che facciamo dalle varie location estive, dove ci trasferiamo in estate. Quindi la tecnologia adesso di questi pannelli LED trasparenti consente, con elementi super leggeri, di applicare a vetri o, pannelli in policarbonato questi LED e di gestirli in maniera molto semplice. Sono venuto qua per approfondire questi temi. Poi sono sempre interessato al tema delle camere, soprattutto le PTZ di Panasonic, per cui ho approfittato con Alessandro Pateri di fare un refresh sulle ultime novità.

Nello specifico, che cosa hai avuto modo di valutare in questo caso?

Nello specifico stavo valutando la camera AW-HE145 di Panasonic che è un’ottima camera con sensore Full HD, non 4K, che per il nostro utilizzo potrebbe essere adatta e con un costo nettamente inferiore alla sorella maggiore, che però non sfrutteremo in questo momento. Quindi stiamo facendo una valutazione perché abbiamo dei sistemi PTZ di Panasonic già da diversi anni e prima o poi dovremmo fare un cambio, un rinnovo tecnologico. Per cui stiamo valutando e ci stiamo i vari prodotti. Con Panasonic ci siamo trovati benissimo e quindi probabilmente sarà la strada che seguiremo anche in futuro. Tra l’altro li utilizziamo anche sui sistemi di Tecnopoint con grande soddisfazione.

Per Tecnopoint che tipo di sistema utilizzate?

Abbiamo il sistema Tuning con due binari da 15 metri con colonna e un binario, un dolly, senza colonna, che utilizziamo regolarmente nel nostro studio principale di RTL 102.5.

Una sintesi della struttura produttiva di RTL 102.5 tra Cologno, Roma…

Negli anni la nostra infrastruttura è cresciuta molto, si è complicata, nel senso che abbiamo aggiunto il numero di canali, abbiamo aggiunto un numero di studi. Per cui attualmente gestiamo l’emissione di nove canali, abbiamo studi a Milano e Roma e facciamo una marea di attività sul territorio. Seguiamo un sacco di eventi con il nostro mezzo mobile e non solo. Quest’anno si è aggiunto il Festival del Cinema di Venezia che è una partnership nuova iniziata proprio quest’anno, alle tante che abbiamo già in essere. È positivo perché stiamo crescendo, stiamo andando avanti, nonostante il mondo della radio abbia, dopo il Covid, subito un rallentamento. Noi stiamo lavorando su tanti progetti, stiamo facendo tante attività, per cui siamo soddisfatti di come stanno andando le cose.

Prossimi sviluppi, investimenti, progetti?

Stiamo lavorando sul rinnovo del nostro playout basato su David System e stiamo partendo proprio adesso con l’upgrade di tutto il sistema, di tutte le emittenti. È un progetto che porterà via circa un anno, per cui ci stiamo impegnando molto anche su questo fronte.

 

FUJIFILM GFX ETERNA 55: IL DEBUTTO ITALIANO AL CINEMA ROUTE65 DI ROMA

La nuova cinecamera medio formato di Fujifilm fa il suo ingresso ufficiale nel mercato italiano, raccogliendo feedback positivi dalla comunità dei direttori della fotografia. Al Cinema Rot 65 di Roma, organizzato da Adcom e Dante Checkin, si è tenuta la prima uscita ufficiale della FUJIFILM GFX ETERNA 55 in Italia, riscuotendo un notevole successo. Abbiamo intervistato Francesco Spisti di Fujifilm per approfondire le caratteristiche di questa nuova cinecamera con sensore medio formato e raccogliere le prime impressioni dal mercato italiano.

Questa è la prima volta che la GFX ETERNA 55 viene presentata ufficialmente in Italia. Quali sono le caratteristiche più importanti di questo incredibile prodotto?

Confermo che è la prima volta che presentiamo questa nuova camera GFX ETERNA 55 di Fujifilm all’interno del mercato italiano e per noi è un grande privilegio essere qui al Cinema Rot 65, organizzato dal nostro partner Adcom e da Dante Checkin. Abbiamo qui la nostra prima cinecamera che eredita il sensore della GFX100 II, ovvero il nostro medio formato fotografico, che fa sì di avere un sensore molto più grande rispetto al full frame. Parliamo di circa 1,7 volte rispetto a un sensore full frame da 35 mm.

La cosa importante è che si tratta di una camera basata sul sensore della GFX100 II, quindi un 44×33 mm con una diagonale di 55 mm. Cosa vuol dire? Vuol dire che si affaccia a un mercato del Large Format, ovvero un mercato che tende al 65 mm. Non possiamo dire che è una 65 mm semplicemente perché la diagonale, non essendo 16:9 ma ereditata dalla parte fotografica (quindi 4:3), è di 55 mm. Questo fa sì di avere un formato comunque un po più stretto dal punto di vista laterale, ma dal punto di vista dell’altezza del sensore, il più grande e più alto sul mercato cinematografico.

Come caratteristiche, abbiamo in primis il GF Mount, quindi la compatibilità con tutte le nostre ottiche fotografiche GF della serie GFX. In dotazione con la camera arriva anche un PL Mount che permette di utilizzare tutte le ottiche nell’ambito cinematografico: a partire da quelle del medio formato (parliamo anche di ottiche fatte per il medio formato fotografico con rehousing, quindi adattate a un PL) che vanno a coprire l’intero formato del sensore. Oltre a questo ci sono le ottiche per il Large Format, ovvero quelle che abbiamo nel range Premista, per poi andare sul 35 mm (quindi quelle per il full frame), le anamorfiche – dove ho la possibilità di controllare in macchina lo squeeze direttamente dal menù – e infine il Super 35.

Questo fa sì che questa camera sia molto versatile: è una camera molto compatta che permette di avere una configurazione anche da portare a spalla. Ho un sensore molto grande rispetto al full frame, ma al tempo stesso ho la possibilità di montare numerose tipologie di ottiche, arrivando a risoluzioni fino a 8K o con la possibilità di un 4K in 4:3 Open Gate, quindi utilizzare l’intero sensore della camera per shooting cinematografici.

Oggi è stata anche l’occasione per avere i primi feedback dai direttori della fotografia e dagli operatori italiani qui a Roma. Che tipo di riscontro, che tipo di osservazioni avete registrato?

Sicuramente la camera è stata molto apprezzata, anche per il fatto che l’entrata nel mercato di questa camera – presentata a IBC – ha portato con sé un’ottica da abbinare, che è il nostro GF32-90mm T3.5. È un’ottica che eredita le caratteristiche del Large Format Premista che abbiamo attualmente nel range, ma al tempo stesso ha costi molto più contenuti e anche un ingombro ridotto, permettendo di comporre un kit camera e ottica a un prezzo molto più abbordabile rispetto a tante altre macchine sul mercato.

Oggi avete mostrato delle sequenze di un film girato da Mauro Fiore in Calabria, in Sila, che sarà poi proiettato a Camerimage in Polonia a novembre. Cosa ci puoi dire di questa produzione?

Per noi è stato importante realizzare diversi filmati prima dell’uscita di questa camera. Principalmente sono filmati che abbiamo realizzato con i nostri direttori della fotografia, con cui collaboriamo quotidianamente da tempo, sia in ambito ottiche – perché lavoriamo con i nostri range di ottiche cinematografiche, quindi le Cabrio, le Premista – sia con le ottiche fotografiche. Ricordiamo sempre che anche le nostre macchine fotografiche, che possono essere una X-H2S della Serie X o una GFX100 II, sono comunque macchine fotografiche con diverse peculiarità video che permettono di essere utilizzate con un PL Mount e di montare ottiche cinematografiche tradizionali.

Questo fa sì che, pian piano, ci stiamo inserendo in questo mercato di riferimento composto da molti player ben noti, e stiamo avendo notevoli riscontri positivi. Questo ci permette di collaborare con direttori della fotografia che conoscevamo solamente in ambito ottico – perché utilizzavano le nostre ottiche montate su altre camere del mercato – per avere anche feedback da parte loro.

Uno di questi è appunto Mauro Fiore, che ricordiamo essere vincitore dell’Oscar per Avatar….

Assolutamente. E che con noi ha collaborato, essendo un italoamericano basato negli Stati Uniti, in altre produzioni in precedenza utilizzando le nostre ottiche.

 

VISION BROADCAST 2025 – MARCO PELLEGRINATO

Marco marco marco

 

 

 

Pelle Pelle Pelle

LA NIKON ZR SECONDO FRANCESCO ANDREOLA

Nel mondo della produzione audiovisiva, la tecnologia continua a evolversi rapidamente. Recentemente, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Francesco Andreola, filmmaker e docente dello IED, che ci ha parlato della sua esperienza con la nuova Nikon ZR, una camera innovativa, unica nel suo genere per diverse caratteristiche. Ecco i punti salienti di questa intervista.

Come parte la tua attività nel settore della produzione audiovisiva?

Mi sono appassionato al mondo del video da ragazzino e, avendo il padre fotografo, ho sempre avuto la possibilità di avere in casa uno strumento fotografico con cui sperimentare. Ho poi approfondito i miei studi allo IED di Milano, dove ho avuto modo di avvicinarmi agli aspetti tecnici e tecnologici della produzione video. Questo mi ha portato ad avvicinarmi a Cine D, che è un magazine online con sede a Vienna, che ha un target internazionale e che si occupa non solo di rilasciare notizie legate al mondo video, ma anche di fare dei veri e propri test di laboratorio di tutte le principali camere che escono sul mercato. Oltre a questo, cerco di trasmettere la mia conoscenza tecnica agli studenti dello IED.

Quindi oggi sei anche insegnante?

Sono un filmmaker e un docente.

Su che tipo di produzioni lavori solitamente?

Come filmmaker l’attività si divide in due rami. Alcune produzioni le gestisco direttamente io, principalmente in ambito sportivo. Opero con brand e atleti che vivono il mondo della montagna, in particolare dello sci. Ma ho maturato negli anni anche esperienza sui set come focus puller, principalmente nel mondo del videoclip.

Nital presenta un nuovo prodotto Nikon (frutto anche dell’acquisizione RED), la ZR. Quali sono, secondo te, i quattro o cinque punti più importanti da evidenziare per questo prodotto?

ZR è un prodotto che dà l’avvio a una nuova linea di prodotti per Nikon. Siamo di fronte alla prima camera Nikon pensata al 100% per fare video; ed è la prima camera Nikon che incorpora la tecnologia di RED. Tra le novità principali, abbiamo la possibilità di registrare il formato RED RAW, ovvero lo stesso formato che troviamo sulle macchine da presa RED, quindi macchine pensate per il cinema digitale. Possiamo registrare questo formato direttamente in camera. Questo formato ci dà accesso alla scienza del colore di RED, quindi alla curva Log3G10, allo spazio colore RedWide-Gamut RGB, che ci permette di lavorare con uno spazio colore molto ampio e con una curva di gamma che ci permette di avere più gamma dinamica, rispetto alle curve di gamma esistenti sulle camere Nikon. Abbiamo ora la possibilità di importare le nostre LUT direttamente in camera quando giriamo il RED RAW. E, non da ultimo, abbiamo la possibilità di registrare l’audio a 32 bit. Quindi abbiamo una gamma dinamica audio molto estesa che ci permette di non doverci preoccupare di rumori improvvisi oppure di intervistati che parlano a bassa voce.

Entriamo nei dettagli tecnici, cosa bisogna evidenziare maggiormente per quelle che sono appunto le caratteristiche andando in profondità?

Allora, il cuore della ZR è un sensore da 24,5 megapixel semi-stacked. Questo significa che è un sensore che ha una scansione del singolo fotogramma molto veloce, parliamo di circa 9,5 millisecondi. Questo ci dà un vantaggio dal punto di vista della ripresa video perché non abbiamo artefatti dovuti al rolling shutter. Non solo. Avere una scansione molto veloce ci permette di affiancare ZR a camere RED che possiedono invece un sensore global shutter. Quindi possiamo mischiare il girato delle due camere in maniera più omogenea. La caratteristica che rende unica ZR (soprattutto se consideriamo la fascia di prezzo) è la possibilità di registrare non soltanto uno o due, ma ben tre formati RAW internamente sulla scheda. Questi formati sono il ProRes RAW, il Nikon RAW e il RED RAW. Oltre a questi tre formati RAW, abbiamo anche accesso a formati più compressi come l’Apple ProRes 422 HQ, che spesso viene richiesto specificamente da alcune produzioni; oppure formati ancora più leggeri come l’H.265 a 10 bit, che comunque ci permettono di registrare video in Log, utilizzando il Log di Nikon. Abbiamo ovviamente il mount Z; questo è un grandissimo vantaggio, non solo perché ci permette di sfruttare le potenzialità di autofocus delle ottiche Nikon Z, ma anche perché è il mount in assoluto più versatile sul mercato. Infatti, è il mount che ha l’innesto dell’obiettivo più vicino al sensore rispetto a qualsiasi altro mount e quindi questo ci permette di adattare qualunque ottica sostanzialmente sulla ZR. Possiamo montare ottiche cinematografiche con attacco PL, ARRI LPL o addirittura ottiche di altri sistemi mirrorless che possono essere adattate. Ma non solo; possiamo adattarle mantenendo anche gli automatismi. Quindi la camera riconosce la lente e possiamo perciò sfruttare l’autofocus, possiamo impostare il diaframma, anche se la lente non è una lente Nikon Z nativa.

Di che tipo di adattatori stiamo parlando?

Per quanto riguarda le ottiche Nikon F, le vecchie ottiche Nikon pensate per il sistema Reflex, possiamo utilizzare l’adattatore Nikon FTZ o FTZ2. Mentre per le ottiche PL o ottiche di altri sistemi mirrorless esistono in commercio adattatori di terze parti, prodotti ormai da una miriade di brand.

Mantenendo sempre il controllo dei sistemi di automatismo, di focus e altri comandi?

In certi casi, sì. Per esempio, per le lenti con mount Sony, abbiamo la possibilità di adattare le lenti e di mantenere anche gli automatismi delle lenti Sony.

Per che tipo di produzione hai utilizzato la ZR?

Ho avuto modo di provare la ZR in anteprima e l’ho utilizzata su un progetto personale, in cui ho raccontato la storia di Sara. Una ragazza comune, molto appassionata di ciclismo, che nel corso della sua vita ha dovuto affrontare una malattia e che è riuscita a superare, e che in qualche modo l’ha portata poi a cercare di mettere la propria esperienza al servizio degli altri. Quindi, un progetto a tema anche sportivo, che poi è l’ambito in cui io opero. È stata un bel promemoria del fatto che anche con uno strumento in qualche modo essenziale, piccolo rispetto agli strumenti a cui sono abituato (io di solito utilizzo una KOMODO X), si riesce comunque a produrre un contenuto di impatto. Quindi mi sono ritrovato a lavorare con una camera estremamente compatta, estremamente leggera; l’ho utilizzata nella sua configurazione base: camera e obiettivo. E utilizzando il monitor integrato da 4 pollici, sostanzialmente mi sono sentito molto leggero, non solo per il peso della camera, molto contenuto, ma anche creativamente perché avevo il pieno controllo dell’inquadratura senza avere la distrazione di altri accessori attorno alla camera.

Secondo te, per cosa non va utilizzata la ZR?

Sicuramente la camera perfetta non esiste. Quindi ZR ha dei limiti. I limiti maggiori che vedo sono legati soprattutto alla connettività e al modo in cui questa camera può essere integrata magari in flussi di lavoro più professionali che hanno esigenze veramente specifiche. Mi riferisco, per esempio, a Visual Effects, piuttosto che alla produzione video virtuale con l’utilizzo di Ledwall, che oggi sta prendendo molto piede e per cui questa camera non è pronta. Ma comunque Nikon, grazie appunto alla presenza di prodotti RED, può coprire queste esigenze con la KOMODO X e la V-Raptor X; oppure situazioni in cui dobbiamo andare a integrare la camera in un workflow specifico in cui serva il time code o situazioni multicamera e così via.

In conclusione, se tu dovessi consigliare questa camera per le sue caratteristiche, le prime quattro o cinque più importanti, per che cosa la consiglieresti?

Io credo che ZR sia la camera ideale per tre tipologie di utenti. Per quei videomaker, magari alle prime armi o che comunque si stanno affacciando al mondo della produzione video e sono in procinto di scegliere il primo sistema. Questo perché l’attacco con Nikon Z in qualche modo non ci vincola dal punto di vista della scelta delle ottiche. Perciò, possiamo utilizzare qualunque ottica presente sul mercato. Non solo; soprattutto per il fatto che ZR è uno strumento versatile, quindi grazie alla varietà di codec che offre, ci permette di adattare la camera a produzioni di diverso tipo, come eventi o piccole produzioni commerciali. Ma questi videomaker, probabilmente alle prime armi o che aspirano poi a diventare dei direttori della fotografia, possono allo stesso tempo sperimentare con formati RAW professionali, come appunto il Red Code RAW.

Il secondo target, sono quegli utenti che al momento stanno utilizzando un altro sistema mirrorless, non sono pienamente soddisfatti e vogliono provare una camera diversa, ma non hanno voglia di investire subito nell’intero corredo camera e obiettivi. Questo è l’altro grande vantaggio del sistema Z, perché permette a questi utenti di mantenere il parco ottiche e cambiare al momento soltanto la camera, dilazionando quindi l’investimento nel tempo.

Il terzo target di utenti sono gli utenti più avanzati, quelli che già possiedono una KOMODO X o una RED V-Raptor e vogliono affiancare una camera non solo più economica, ma anche più compatta, da posizionare magari in ambienti molto ristretti, oppure da montare su un’auto per creare un rig particolare per ottenere punti di vista molto più dinamici e molto più interessanti.

 

LA VIDEOCAMERA CINEMA EOS PIÙ COMPATTA DI SEMPRE PORTA LA REGISTRAZIONE OPEN GATE 7K IN UN CORPO ULTRALEGGERO

La videocamera Cinema EOS più compatta di sempre porta la registrazione Open Gate 7K in un corpo ultraleggero
La videocamera Cinema EOS più compatta di sempre porta la registrazione Open Gate 7K in un corpo ultraleggero

È arrivata una piccola rivoluzione nel mondo delle videocamere professionali. Canon ha presentato all’IBC 2025, la nuova EOS C50, e già al primo sguardo si capisce che qualcosa è cambiato: è la Cinema EOS più compatta e leggera mai realizzata dall’azienda giapponese, ma non lasciatevi ingannare dalle dimensioni ridotte. Dietro quel corpo macchina minimalista si nasconde una potenza di fuoco degna delle produzioni cinematografiche più esigenti. David Metalli, in questo video ci illustra le principali caratteristiche della EOS C50.

La C50 nasce con un obiettivo chiaro: offrire ai videomaker professionisti e alle piccole troupe di produzione uno strumento versatile che possa adattarsi alle configurazioni di ripresa più disparate, dalle riprese veloci in solitaria fino alle produzioni su larga scala. E guardando le specifiche tecniche, sembra che Canon abbia centrato il bersaglio.

Un Sensore 7K che Non Scende a Compromessi

Al centro di tutto troviamo un nuovo sensore CMOS full frame da 7K abbinato al processore DIGIC DV 7, una combinazione che garantisce una qualità d’immagine davvero notevole sia per i video che per le fotografie. Parliamo di una videocamera ibrida nel vero senso della parola: da un lato offre registrazione video RAW interna fino a 7K 60P e frame rate elevati fino a 4K 120P o addirittura 2K 180P, dall’altro permette di scattare foto ad alta risoluzione da 32 megapixel.

La tecnologia Dual Base ISO fa la differenza quando le condizioni di illuminazione non sono ideali. Che si tratti di girare in pieno sole o in ambienti con luce scarsa, la C50 riesce ad adattarsi mantenendo quella qualità cinematografica che ci si aspetta da una camera della famiglia Cinema EOS. Non è un dettaglio da poco per chi lavora in ambienti di ripresa variabili.

Open Gate: La Libertà Totale in Post-Produzione

Qui Canon ha fatto qualcosa di nuovo per la sua gamma Cinema EOS: la C50 è la prima videocamera della linea a offrire la registrazione Open Gate. In pratica, utilizza l’intera area del sensore con un formato 3:2, catturando tutta la larghezza e l’altezza disponibili. Il risultato? Immagini più grandi che sfruttano completamente il cerchio ottico degli obiettivi full frame.

Per i filmmaker questo significa avere una flessibilità enorme in post-produzione. Potete partire da un singolo video e ricavare sia formati orizzontali che verticali senza perdere risoluzione, con tutto lo spazio necessario per ricomporre le inquadrature come preferite. È come avere una tela bianca su cui disegnare il formato finale solo dopo aver girato.

E se lavorate con ottiche anamorfiche, la modalità Open Gate diventa ancora più interessante. La C50 supporta squeeze ratio di 1.3x, 1.5x, 1.8x o 2x, visualizzabili direttamente sul monitor interno o tramite uscita HDMI. Niente male per una camera di queste dimensioni.

Due Formati Contemporaneamente: Il Sogno dei Social Media Manager

Ma la vera innovazione che farà felici i content creator moderni è un’altra: la possibilità di registrare contemporaneamente due versioni diverse dello stesso video. Mentre state girando, la C50 può salvare sia l’immagine completa in formato tradizionale sia un crop verticale o quadrato, perfetto per Instagram, TikTok e tutti i social che richiedono formati specifici.

Non si tratta solo di comodità: è un vero e proprio cambio di paradigma nel workflow multipiattaforma. Fino a ieri dovevate girare, importare il materiale, ritagliare e esportare nuovamente per ogni formato richiesto. Oggi uscite dal set con entrambe le versioni pronte all’uso, risparmiando ore di post-produzione. L’area ritagliata può anche essere spostata orizzontalmente per ottenere l’inquadratura ottimale, un livello di controllo che fa davvero la differenza.

Codec e Formati per Ogni Esigenza

Canon ha equipaggiato la C50 con una gamma impressionante di opzioni di registrazione. Si parte dal Cinema RAW Light a 12 bit che raggiunge i 2,8 Gbps per chi vuole la massima qualità possibile, per passare ai più gestibili XF-AVC/MXF a 1,2 Gbps o XF-HEVC S/MP4 che arriva fino a 1,7 Gbps.

Le modalità sensore disponibili sono quattro: Open Gate, Full Frame, Super 35 e Super 16, ognuna pensata per specifiche esigenze creative. Le risoluzioni spaziano dal 7K fino al Full HD, passando per 5K, 4K, 2,5K e 2K. E quando avete bisogno di quei bellissimi slow motion cinematografici, la C50 vi permette di arrivare fino a 180 fps nel formato Super 16mm ritaglio 2K/FHD.

Per chi lavora con scadenze strette, c’è anche la registrazione proxy disponibile in formato XF-AVC, XF-AVC S e XF-HEVC S. Questo significa poter iniziare l’editing immediatamente anche su laptop meno potenti, mentre i file principali ad alta risoluzione vengono trasferiti con calma.

Piccola Fuori, Professionale Dentro

Quando Canon parla di design “agile” non sta esagerando. La C50 è stata progettata per essere leggera e modulare, perfetta sia per riprese a mano libera che montata su gimbal. Ma non fatevi ingannare dalla compattezza: le connessioni sono quelle di una camera professionale vera e propria.

C’è il terminale Time Code IN/OUT per sincronizzare perfettamente configurazioni multi-camera, un’uscita HDMI full-size per monitor esterni di qualità, e una porta USB-C che gestisce contemporaneamente alimentazione esterna, streaming IP e connettività di rete. L’impugnatura removibile ospita due connettori XLR a 3 pin di dimensioni standard, per collegare microfoni professionali senza adattatori o compromessi. La registrazione audio avviene in PCM lineare a 24 bit e 48 kHz su 4 canali, esattamente come ci si aspetta da una camera di questo livello.

Un dettaglio interessante: la videocamera può essere montata sia in orizzontale che in verticale, e display e menu si adattano automaticamente all’orientamento. È il tipo di attenzione ai dettagli che fa capire quanto Canon abbia pensato ai moderni flussi di lavoro.

Autofocus che Pensa al Posto Vostro

Il Dual Pixel CMOS AF II di Canon è ormai una garanzia in termini di velocità e precisione. Sulla C50 trova la sua migliore espressione grazie al rilevamento e tracciamento automatico dei soggetti. Il sistema riconosce gli occhi di persone, cani, gatti e persino uccelli, con controlli granulari per regolare velocità e risposta della messa a fuoco automatica secondo le vostre esigenze.

L’attacco RF nativo apre le porte all’intero ecosistema di obiettivi Canon, dalle ottiche a focale fissa agli zoom, passando per gli obiettivi ibridi e cinematografici. E se avete già un parco ottiche EF o PL, nessun problema: tramite l’adattatore opzionale Canon PL-RF potete continuare a usarle sulla C50 senza limitazioni.

Un’Interfaccia che Parla Due Lingue

Canon ha fatto una scelta intelligente con l’interfaccia utente. Quando girate video, trovate la familiare interfaccia Cinema EOS che chi lavora con C70, C300 o C500 conosce già a memoria. Passate alla modalità foto e il sistema di menu diventa quello classico della serie EOS R, che milioni di fotografi usano quotidianamente. Due mondi, una sola macchina.

Il touch screen articolato da 3 pollici facilita le riprese da angolazioni difficili, mentre il raffreddamento attivo elimina il rischio di surriscaldamento anche durante registrazioni prolungate. Ci sono ben 14 pulsanti assegnabili per personalizzare i controlli secondo le vostre abitudini, una leva zoom, la classica spia di registrazione e attacchi multipli per accessori.

Il controllo remoto è gestito dal protocollo XC di Canon tramite le app RC-IP1000 e Multi-Camera Control. In pratica, potete coordinare produzioni multi-camera sincronizzando il timecode e gestendo le impostazioni di tutte le camere in tempo reale da un’unica interfaccia. Per chi lavora con configurazioni complesse, è una manna dal cielo.

Pronta per il Futuro delle Produzioni

La C50 non si limita al presente, ma guarda già al futuro della produzione video. Supporta metadati in tempo reale per VFX/VP/VR, risultando perfettamente compatibile con i moderni workflow di produzione virtuale e post-produzione avanzata. Che stiate lavorando con green screen, LED wall o contenuti di realtà virtuale, questa camera è pronta.

Il sistema di raffreddamento attivo permette registrazioni continue senza preoccuparsi di limitazioni termiche. Che la montiate su un gimbal, su un drone o la usiate semplicemente a mano libera, la C50 non vi abbandona mai.

Colori per Ogni Destinazione

La palette di profili immagine disponibili copre praticamente ogni esigenza produttiva. C’è Canon 709 per output standard immediato, Canon Log 2 e Canon Log 3 per chi vuole spremere fino all’ultima goccia di gamma dinamica in color grading, BT.709 Wide DR e BT.709 Standard per trasmissioni broadcast classiche.

Se lavorate in HDR, trovate i profili PQ e HLG pronti all’uso. E per chi vuole un look più fotografico, ci sono EOS Standard ed EOS Neutro. Non vi bastano? Potete creare i vostri profili personalizzati da User10 a User20. La gamma dinamica estesa della C50 cattura un’ampia varietà di situazioni di illuminazione, dalle luci più intense alle ombre più profonde, preservando dettagli e colori naturali.

Il Punto di Ingresso Perfetto nel Cinema Digitale

La Canon EOS C50 si posiziona come la soluzione ideale per operatori in solitaria, piccole troupe, documentaristi e content creator che vogliono qualità cinematografica senza sacrificare la portabilità. La combinazione di sensore 7K full-frame, registrazione Open Gate, Cinema RAW Light interno, workflow multipiattaforma simultaneo e connettività professionale completa ne fa uno strumento incredibilmente versatile.

Canon ha dimostrato di aver capito perfettamente dove sta andando il mercato della produzione video professionale. Oggi la mobilità e la versatilità non sono più optional, ma requisiti fondamentali. Eppure nessuno è disposto a scendere a compromessi sulla qualità dell’immagine o sulle prestazioni da cinema digitale. La C50 offre tutto questo in un pacchetto compatto che entra in uno zaino.

Per chi vuole entrare nel sistema Cinema EOS o per chi cerca una seconda camera ultraleggera da affiancare a modelli più grandi, la EOS C50 rappresenta un punto di ingresso intelligente. Offre tecnologie avanzate in un formato che si adatta perfettamente ai moderni flussi di lavoro broadcast e di produzione multimediale, senza chiedere di rivoluzionare il modo in cui lavorate.

È questo, forse, il suo vero punto di forza: non vi costringe a cambiare metodo, semplicemente lo rende più efficiente.


#CanonC50 #CinemaEOS #7KFullFrame #OpenGate #CinemaRAWLight #DualPixelAF #MultiplatformWorkflow #ProfessionalVideo #BroadcastTechnology #ContentCreation #HybridCamera #VideoProduction #FilmmakingTools #SocialMediaVideo #DIGIC_DV7 #InnestoRF #TimeCode #XLRAudio

 

VISION BROADCAST 2025: LA PRESENTAZIONE DI MARCO PORRO

Marco Porro - CEO Leading Technologies e Presidente e CEO Allyn
Marco Porro - CEO Leading Technologies e Presidente e CEO Allyn

Il Vision Broadcast 2025 si conferma evento di riferimento per i professionisti della produzione e della delivery del broadcast televisivo e radiofonico. Presenta per questa edizione un format rinnovato, che prevede due sale tematiche per regia televisiva e radiofonica.

Tra le novità ci sono nuovi marchi come Stagetec e BroadcastPix, e un focus su tecnologie innovative come Cloud e Remote Production. L’evento promuove il dialogo tra produttori e utilizzatori per ottimizzare le soluzioni alle esigenze del settore.

 

Marco Porro – CEO Leading Technologies e Presidente e CEO Allyn

Il Vision Broadcast 2025 si prepara a una nuova edizione, dopo il successo dell’anno precedente, caratterizzato da una buona affluenza e contenuti di qualità. Marco Porro, presidente e CEO di Allyn e CEO Leading Technologies, ha confermato che l’evento si ripropone, sull’onda dei feedback positivi ricevuti, l’obiettivo di offrire un’esperienza arricchita e innovativa.

Novità del Vision Broadcast 2025

Quest’anno, il format dell’evento sarà leggermente rivisitato, con due sale principali dedicate rispettivamente alla regia e studio televisivo e alla regia e studio radiofonico. Questo approccio permetterà di esplorare le tecnologie in modo più mirato, creando un trait d’union tra i vari ambiti. Ogni sessione prevede un racconto di 15-20 minuti sulle soluzioni offerte, seguito da un’opportunità per i partecipanti di approfondire direttamente con i fornitori.

Nuove Aziende e Prodotti

L’elenco delle aziende partecipanti include novità significative. In particolare, Allyn ha acquisito Stagetec, portando in dote nuovi prodotti come un mixer radiofonico e stagebox IP, presentati di recente all’IBC. Inoltre, il catalogo di Leading si arricchisce con il marchio BroadcastPix, che offre sistemi di produzione e distribuzione video, posizionandosi in una fascia interessante per gli studi di radiovisione.

Innovazioni Tecnologiche

L’evento prevede un focus su Cloud e Remote Production, temi in rapida evoluzione nel settore.

Saranno presenti anche aziende come Caimi, che si occupa di sistemi di correzione acustica, e Surgex, specializzata in protezione dai picchi di tensione e gestione della corrente elettrica. Questi aspetti sono cruciali per garantire la qualità e l’affidabilità delle attrezzature broadcast, spesso trascurati ma fondamentali per la fruibilità degli ambienti.

Consolle per Broadcast e Radio

Per il settore broadcast, sarà presentata la console Calrec Argo M, che ha visto aggiornamenti significativi, inclusa l’introduzione del modello 48 Fader. Per il mondo radio, si segnala il nuovo prodotto ON AIR di Stagetec, che ha riscosso successo all’IBC e sarà disponibile sul mercato tra gennaio e febbraio dell’anno prossimo.

PERCHE ESSERE PRESENTI AL VISION BROADCAST

Marco Porro invita a partecipare con un atteggiamento di confronto e dialogo con i produttori delle soluzioni che saranno presentate. L’obiettivo è infatti quello di ricreare momenti di interazione tra le aziende e gli utilizzatori, simili a quelli degli anni ’90, che possano favorire lo sviluppo di prodotti sempre più efficienti e funzionali, capaci di rispondere al meglio alle esigenze dei professionisti e delle aziende.