LINK: L’INNOVAZIONE PARTE DALLE CONNESSIONI

Link è l’azienda italiana che da quasi quarant’anni progetta cavi, connettori e sistemi di distribuzione per lo spettacolo dal vivo e il broadcast. Attraverso i marchi Eurocable e LK Connectors copre l’intera filiera del collegamento: dai connettori Socapex agli Stage Box, dai Power Box alla fibra ottica, fino alle soluzioni di rete IP, nate dall’acquisizione di Agora International.

Dietro ogni concerto, ogni diretta televisiva, ogni grande evento dal vivo c’è un elemento che raramente finisce sotto i riflettori ma senza il quale nulla, semplicemente, funzionerebbe: la connessione. È da questa consapevolezza che nasce e cresce Link, azienda italiana fondata nel 1987.

In quasi quarant’anni di attività Link, azienda italiana guidata da Assunta Fratocchi e Marco Piromalli, ha trasformato un’esigenza apparentemente marginale — collegare in modo affidabile le apparecchiature dello spettacolo — in una vera e propria disciplina industriale ma con un approccio artigianale, capace di generare soluzioni proprietarie riconosciute e apprezzate in tutto il mondo, come ci ha spiegato Assunta Fratocchi, Managing Director della Link, nell’intervista.

 

Con i marchi Eurocable e LK Connectors, l’azienda romana ha costruito nel tempo un catalogo che spazia dai cavi ibridi ai connettori multipolari, dai sistemi di distribuzione audio e video ai più recenti Stage Box, Power Box e Splitter Box, fino all’ingresso nel mondo della rete IP e della fibra ottica attraverso l’acquisizione dell’azienda francese Agora International. Un percorso costruito passo dopo passo, senza mai perdere di vista il punto di partenza: la qualità del collegamento come garanzia di affidabilità per l’intero impianto, che si tratti di un concerto, di una diretta televisiva o di un grande evento istituzionale.

In questa intervista, Assunta Fratocchi ripercorre la storia dell’azienda, racconta la filosofia che ha guidato ogni scelta tecnologica e anticipa le direzioni che Link intende seguire nei prossimi anni: più fibra ottica, più soluzioni IP, una squadra sempre più internazionale e una rete di vendita globale che, in alcuni casi, accompagna l’azienda da oltre trentacinque anni.

 

Un’innovativa idea nata in Italia: tutto da un’unica azienda

Assunta Fratocchi, managing Director della Link, non ha dubbi: l’innovazione è nel DNA dell’azienda fin dalle origini.

«Siamo nati 37 anni fa, quando in Italia non esistevano realtà in grado di risolvere, in un unico punto, le esigenze di collegamento delle varie apparecchiature nel settore dello spettacolo» racconta. «Per questo già l’idea di partenza era innovativa: non lo erano i prodotti in sé, perché esistevano già i tradizionali cavi e connettori, ma l’idea di trovare tutto in un unico punto era una novità, almeno per l’Italia».

Da quella intuizione, spiega Fratocchi, Link ha costruito negli anni un’offerta sempre più ampia, sviluppata a partire dalle richieste dirette dei clienti: «Abbiamo cercato di riempire tutti quegli spazi lasciati liberi dalle grandi aziende di prodotti più, diciamo così, ‘importanti’, come possono essere gli speaker piuttosto che le console luci o audio, che servono per realizzare lo spettacolo. Il nostro spazio è molto più elementare, perché si parla di collegamento, ma all’interno di questo perimetro siamo sempre riusciti a trovare argomenti interessanti per sviluppare nuove soluzioni. È stato il nostro scopo fin dall’inizio, e credo che possiamo dire di aver fatto un buon lavoro».

 

Il connettore che ha fatto la storia

Su quale sia il prodotto che meglio rappresenta il cuore dell’azienda, Assunta non ha esitazioni. Nella gamma di connettori a marchio LK Connectors ne esiste uno derivato da uno standard storico del settore: il connettore a 19 poli, conosciuto in tutto il mondo come Socapex, dal nome dell’azienda francese che per prima lo ha sviluppato, e da decenni utilizzato per il collegamento delle luci.

«Ciò che abbiamo fatto è aggiungere delle linee Ethernet, all’interno di questo stesso connettore — quindi nello stesso ingombro e con la possibilità di rimanere intercompatibili» spiega. «Con lo stesso connettore è così possibile trasportare potenza e dati mantenendo i collegamenti precedenti: chi non ha bisogno delle linee dati può continuare a utilizzarlo esattamente come ha sempre fatto. Credo sia stata una piccola modifica, ma è proprio questo genere di soluzioni che alla fine risolve, in molti dei suoi aspetti, i problemi quotidiani del nostro settore».

 

Affidabilità e qualità: il vero valore del collegamento

Per Assunta, un collegamento poco affidabile può vanificare qualsiasi investimento tecnologico, per quanto sofisticato: «Le migliori tecnologie, se poi non sono adeguatamente connesse e interfacciate, e quindi anche con una certa affidabilità di servizio, rischiano comunque di creare problemi enormi, perché nel momento in cui manca il collegamento va tutto giù — e in un concerto, in una diretta televisiva, diventa una cosa seria».

È un tema su cui Link ha costruito la propria identità: «Preferiamo lasciarlo dire agli altri, perché detto da noi suonerebbe un po’ troppo come un interesse di parte. Ma posso testimoniare, e possono farlo i nostri clienti, quale differenza faccia un collegamento non solo intelligente — capace di ridurre i tempi di montaggio e smontaggio, capace di garantire connessioni sicure e stabili — ma anche affidabile nel tempo. E si notano differenze enormi già nel passare da un cavo di un certo tipo a uno di un altro: la qualità dei prodotti è senza dubbio importante per noi, ne abbiamo fatto quasi una bandiera. Non ha senso investire centinaia di migliaia, se non milioni di euro, per collegare prodotti di altissima tecnologia, se poi il vero tallone d’Achille resta proprio la connessione».

Un’esigenza, aggiunge, destinata solo a crescere: «Con il passare del tempo, le nuove tecnologie richiedono risposte sempre più accurate, in termini di precisione e di qualità».

 

Le persone prima dei prodotti

Per rispondere a questa domanda, Link ha scelto di investire prima di tutto sulle persone. «Abbiamo cercato di investire soprattutto nel team, nello staff dell’azienda, (con persone che hanno fatto questo mestiere o che comunque sono state vicine ai settori a cui ci rivolgiamo), e con loro creare soluzioni anche su misura per situazioni particolari» racconta la Managing Director dell’azienda. «Con le nuove tecnologie, queste soluzioni diventano sempre più necessarie, ed è diventata la sfida quotidiana dei nostri technical sales: le persone che girano non solo in Italia, ma un po’ in tutto il mondo, per proporre le nostre soluzioni. Le aziende, in fondo, sono sempre fatte dalle persone che le compongono».

 

L’offerta di oggi: cavi ibridi, fibra ottica e le famiglie Stage Box e Power Box

Per ciò che riguarda l’offerta attuale della Link e i mercati di riferimento, Assunta descrive un catalogo cresciuto in più direzioni. Alla base resta la gamma di cavi, oggi sempre più completa grazie ai cavi ibridi — soluzioni capaci di trasportare più segnali contemporaneamente — e alla fibra ottica, che rappresenta oggi l’ambito più dinamico per quanto riguarda i cavi.

A questa si affianca l’intera gamma di connettori, pensata per collegare in modo rapido e sicuro tutto ciò che serve sul campo, sia per il video sia per le luci che per l’audio. Negli ultimi anni Link si è inoltre specializzata in soluzioni come Stage Box, Smart Box e Power Box, ampliando la propria proposta nel campo della distribuzione dei segnali e della potenza.

 

L’acquisizione di Agora International e la svolta verso l’IP

Il passaggio più significativo degli ultimi anni resta però l’acquisizione, nel 2023, dell’azienda francese Agora, oggi ribattezzata Agora International: un produttore di switch, proprietario anche di un software per il loro controllo. «Grazie a questa acquisizione, oggi possiamo offrire sia la parte attiva sia la parte passiva. Quindi, sia la fibra che l’intera parte di infrastruttura IP; come hardware, ma anche come software» spiega Fratocchi. «È sicuramente l’ambito in cui ci sentiamo più proiettati verso il futuro: un aggiornamento inevitabile, anche perché è ciò che il mercato, tra le altre cose, oggi richiede».

«Partendo, come dicevamo, da un semplice cavo o da un semplice connettore, oggi dobbiamo rispondere alle esigenze di un mercato molto più avanzato, perché nel nostro settore si maturano esperienze che poi vengono trasferite anche in altri mercati» aggiunge. «È diventata una bella sfida, che ci piace accogliere e che proviamo ad accogliere ogni giorno».

 

Uno sguardo al futuro: nuove generazioni, nuovi mercati

Sul futuro dell’azienda, la Managing Director non nasconde un moto di orgoglio, oltre che di consapevolezza generazionale: «Sono abbastanza grande da cominciare a pensare che il futuro porterà sicuramente volti nuovi. Non sto dando le dimissioni — tiene a precisare, sorridendo — ma è quello che vogliamo costruire». Il gruppo può contare oggi su un team giovane, presente sia in Italia sia negli Stati Uniti: «Ne siamo molto orgogliosi. Anche il team di Agora International ci sta dando tante soddisfazioni. Ed è anche un arricchimento a livello culturale».

Guardando ai prossimi anni, l’obiettivo dichiarato è chiaro: continuare a promuovere con ancora più forza le soluzioni nel mondo IP e della fibra ottica di alto livello. Per farlo, Link punta anche sulla propria rete di vendita internazionale, costruita nel tempo attraverso società controllate e, grazie anche ad un gruppo di distributori storici, alcuni dei quali collaborano con l’azienda da oltre 35 anni: «Rimangono il nostro punto fermo. Quello che ci permette di affrontare il mercato con tranquillità, sfruttando ciò che già abbiamo, invece di dover ricostruire tutto da capo. Ed è anche per questo che riteniamo che i prodotti Agora, i nostri switch, avranno un ruolo importante nel prossimo futuro».

Un futuro che passa anche da un percorso di formazione e integrazione culturale del team, non da poco: «Abbiamo iniziato a organizzare dei focus group tra francesi, italiani e americani — quasi sembra una barzelletta, detta così — e li vediamo tutti molto entusiasti: parlano, davvero, la stessa lingua».

 

 

 

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