L’INTERVISTA A MAURO CASSANMAGNAGO

 

 

L’IP Van 19 rappresenta la realizzazione di un altro importante anello della catena, realtivamente alla nuova strategia tecnologica e produttiva di Mediaset?

L’IP Van 19 fa parte del progetto globale, (già avviato con l’IP VAN 18), che prevede anche la realizzazione di una serie di regie trasportabili – o fisse, nel caso di Cologno –  relative alla ristrutturazione tecnologica di tutta l’area produttiva di Mediaset.

Quindi, alle nuove tecnologie IP che riguardano il video, l’audio, l’intercom, le comunicazioni e la connessione tra i vari campus. Sarà quindi il collante per far decollare un progetto che, in un futuro prossimo, porterà a ciò che sarà la remote production.

La realizzazione dell’IP Van 18 è stata pianificata oltre due anni fa ed era basata su Evertz, allora probabilmente l’unico produttore in grado di offrire una soluzione completa e realmente disponibile sul mercato. Per l’IP Van 19, avreste potuto fare anche altre scelte. Perché avete, ancora una volta, scelto la tecnologia Evertz e la Professional Show come system integrator?

Perché, secondo noi, oltre che per un discorso di compatibilità con il precedente sistema, questa è attualmente la tecnologia migliore sul mercato. Seppur sulla carta parliamo di standard aperti, sappiamo bene che questo, alcune volte, non è proprio vero. Per cui abbiamo preferito evitarci problemi relativi a diatribe tra fornitori e conseguenti varie incomprensioni.

Un partner tecnologico ci rifornisce tutte le tecnologie e un system integrator è responsabile del completo funzionamento del sistema.

Voi, in qualche modo, avete aperto la strada alle tecnologie dell’IP e Evertz. In particolare per ciò che riguarda l’implementazione delle stesse sugli OB Van di grandi dimensioni?

Si, penso che il nostro mezzo mobile IP Van 18 sia stato effettivamente, a livello europeo e forse mondiale, il primo mezzo mobile con core IP realmente complesso, come dimensioni, Realmente un mezzo mobile nel dominio IP, in grado di realizzare produzioni estremamente importanti.

In precedenza, i mezzi mobili che avevamo visto, (anche in giro per il mondo) avevano un numero ristretto di telecamere e con complessità abbastanza semplici, per quello che riguardava la parte mixer video.

Quindi, nel caso dell’IP Van 18, abbiamo sperimentato la tecnologia IP appena pronta sul mercato, assumendoci anche qualche responsabilità.

Entriamo nella parte tecnologica. Cosa avete chiesto alla Professional Show, per l’IP Van 19?

 Fondamentalmente il cambio tecnologico più importante, è stato quello relativo al mixer video IP della Sony. Questa decisione è stata presa anche per uniformarlo alle nuove regie IP del Palatino e a quella di Milano, per Striscia la Notizia, oltre che per l’altra regia dedicata  agli studi 6 e 7.

Abbiamo fatto un po’ di scouting sul mercato, cercando di capire le scelte fatte da altri broadcaster che stavano percorrendo la via dell’IP.

Naturalmente era il nostro punto di riferimento, anche perché abbiamo avuto degli scambi abbastanza importanti, con chi ha fatto scelte tecnologiche analoghe a quelle che poi sono state anche le nostre.

Oltre alla variazione del mixer video IP, quali sono stai gli altri commitment che avete dato al system integrator per il nuovo IP Van 19, rispetto all’IP Van 18?

Sul secondo mezzo abbiamo sfruttato ovviamente l’esperienza del primo. In particolare per delle richieste relative ad alcune migliorie, arrivate da chi opera nel centro di produzione Elios.

Abbiamo sfruttato l’esperienza dell’IP Van 18 anche per apportare altri perfezionamenti legati all’insonorizzazione e all’estetica.

Altre variazioni importanti sono state quelle relative alla logistica. La più importante, come complessità (tenendo presente che abbiamo tre espansioni), è stata far si che l’OB Van potesse lavorare con un’espansione chiusa, in modo da ridurre lo spazio, pur non riducendo l’operatività, così da poter essere impiegato anche in posti dove non si ha lo spazio necessario per aprire tutte e tre le espansioni, senza comunque perdere in funzionalità.

Un esempio classico è quello del Vaticano dove, per riprendere il concerto di Natale o altri eventi, lo spazio è veramente molto ristretto.

Per cui l’IP Van 18, non predisposto per questa funzionalità, ha riscontrato problematiche di posizionamento.

Con il nuovo progetto è possibile chiudere il mezzo parzialmente, continuando ad avere tutte le aree produttive disponibili. Sacrifichiamo, per esempio, la seconda regia audio, ma per il resto abbiamo la piena operatività, compresa la sezione RVM.

Quindi delle complessità meccaniche, a livello progettuale, non di poco conto.

Esattamente, complessità non indifferenti.

Abbiamo previsto dei miglioramenti anche per altre situazioni in base alle indicazioni avute dal team del centro di produzione Elios, la distribuzione del condizionamento dell’aria nella Sala Macchine, su alcuni particolari apparati che generano calore, dove gli spazi sono molto ristretti; anche qui, siamo riusciti a trovare una soluzione veramente efficiente.

Chi devi ringraziare?

Beh, ovviamente l’azienda e poi il tram del centro di produzione Elios, per la collaborazione che ci ha offerto, evidenziandoci delle specifiche richieste, per implementare ulteriori migliorie.

E quanto riguarda la realizzazione di questo importante progetto?

Certamente tutto il team della Professional Show in questo caso. Abbiamo lavorato in particolare, con Paolo Artuso e Andrea Gianolli, il quale vanta un’importante esperienza, maturata direttamente sul campo, per ciò che riguarda i mezzi mobili. E poi, Enrico Beoni che ci ha supportato in tutte varie fasi.

 

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