L’INTERVISTA A SANDRO COSTA

 

Quali sono le competenze della tua direzione?

La Direzione Operazioni si compone di fondamentalmente tre aree: l’area delle produzioni televisive, che al suo interno gli studi di produzione di produzione di Milano e Roma: Cologno Monzese, Roma Palatino e Roma Elios, l’area Playout, con le emissioni di archivi digitali dei contenuti; infine, Elettronica Industriale che è la società che gestisce, tramite un contratto outsourcing, la rete di distribuzione di diffusione, sia digitale terrestre che poi, verso il mondo IP.

Come avete rimodulato il processo di produzione in questo particolare momento, dovuto ovviamente alle limitazioni dettate dal Covid?

Durante tutto il periodo del Covid, da marzo 2020 in poi, abbiamo mantenuto la produzione sempre attiva.

Fondamentalmente abbiamo tre tipologie di prodotti: le News, quindi i telegiornali; le Video News, cioè tutti i programmi di approfondimento e di attualità; infine, l’intrattenimento.

I telegiornali sono andati avanti in senza soluzione di continuità; chiaramente con delle limitazioni, dal punto di vista tecnico e realizzativo. Per cui abbiamo cercato di ridurre il personale che contemporaneamente lavora all’interno delle produzioni. Abbiamo adottato tutti i sistemi di prevenzione e sicurezza, come i dispositivi di protezione individuale, la sanificazione degli ambienti etc…

Per quanto riguarda i programmi di approfondimento, quelli che chiamiamo Video News, hanno continuato ad essere prodotti. Anche perché, nel periodo di lockdown, l’approfondimento era molto seguito da casa. Anche per l’intrattenimento abbiamo in realtà sempre prodotto. Anche se è quello che probabilmente ha avuto le maggiori limitazioni, perché il pubblico è stato eliminato dalle produzioni televisive; i programmi hanno subito anche modifiche da un punto di vista editoriale, per poter essere prodotti e messi in onda nel periodo di lockdown. Oggi abbiamo ripreso una produzione quasi normale, direi, dal punto di vista della quantità, ma ancora con delle limitazioni per ciò che riguarda la presenza del pubblico e delle procedure che dobbiamo seguire per garantire la sicurezza e la salute di chi di chi opera all’interno degli studi. QuAdottiamo perciò tutta una serie di iniziative, che permettono di fare prevenzione rispetto alla diffusione del virus.

Parliamo di screening, test di screening, dispositivi di protezione individuale, distanziamento le persone che lavorano, etc… 

Le tecnologie che avevate già introdotto in tempi non sospetti (come fibra e IP ed i vari processi legati al workflow digitale), oltre che l’IP Van 18 e l’IP Van 19, si sono rivelati in questa occasione, particolarmente molto utili?

Si, assolutamente. Diciamo che il lockdown è stato anche un momento per poter sperimentare dei modi diversi di lavorare.

Come sempre nei momenti di grande difficoltà, vi sono anche delle opportunità.

Ad esempio, siamo riusciti a svolgere alcune attività, tipicamente tecniche che vengono fatte presso gli studi, anche da remoto.

È chiaro che, per l’efficienza non era la stessa cosa che essere presenti in loco ma, ci la nuova tecnologia, ci ha permesso comuqnue di di poter continuare aprodurre.

Quindi, abbiamo individuato una strada che potremmo percorrere in futuro, magari sviluppano delle soluzioni ad hoc, che rendano anche più performante l’attività da remoto. Alcune attività di grafica, per esempio, le abbiamo remotizzate, permettendo così agli operatori di lavorare da casa.

 

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